Sono trascorsi circa 90 gg dalla diffida fatta da codesta Commissione di Garanzia del PD di Agrigento al consigliere Ciotta, senza che lo stesso ne abbia tenuto conto.
Era stato il consigliere Ciotta a rivolgersi alla commissione provinciale di garanzia per denunciare il comitato per il tesseramento del circolo di Ravanusa per non avergli consegnato la tessera del 2014.
Decisione assunta dall’organo locale per il tesseramento per aver ritenuto il Ciotta non in linea con la linea politica del partito e degli altri consiglieri del PD e non in regola con i versamenti, come previsto dal regolamento finanziario, all’art. 40 comma 5 dello statuto del pd.
La commissione di garanzia, il 25/06/2015, si era espressa annullando il deliberato di decadenza del Ciotta deciso dal direttivo del circolo, diffidando, comunque, il Ciotta a mettersi in regola con i versamenti e a rapportarsi politicamente con il gruppo consiliare del PD locale oltre che con gruppo dirigente del circolo, cessando l’autosospensione dallo stesso.
La situazione ad oggi rimane invariata nonostante la diffida contenuta nel deliberato della Commissione di Garanzia, in quando Ciotta, invece di far cessare l’autosospensione dal partito, ha incomprensibilmente costituito il gruppo misto presso il comune di Ravanusa, insieme al consigliere Mimmo Savarino e al Consigliere Gianfilippo Lombardo, ponendosi da sè fuori dal gruppo del pd, e non ha sanato la sua situazione finanziaria né provveduto a versare le quote previste al circolo.
Le distanze fra il circolo e Ciotta sono sempre più aumentate, anche perché, contrariamente a quello che professa sui giornali, continua ad appoggiare per intero la linea politica dell’attuale amministrazione D’angelo, fino a inibire, da presidente del consiglio comunale, ogni dibattito o deliberazione in consiglio, per esempio, sulla gestione dell’acqua, avallando con il suo comportamento la volontà del sindaco, contraria alla linea del gruppo e del circolo pd di Ravanusa.
Con la presente si chiede alla Commissione di Garanzia di Agrigento di prendere atto della situazione che ancora si perpetua e di assumere ogni atto e determinazione conseguente, come previsto dallo statuto e dai regolamenti del pd, con una decisione definitiva nell’interesse della credibilità e della dignità del Partito.
Vito Rago

















