Servire-Ravanusa-e-consigliIl Consigliere Comunale di Ravanusa Giovanni Di Caro, del Movimento Servire Ravanusa, ha depositato una interrogazione da discutere in Consiglio Comunale sullo stato di inefficienza dell’illuminazione pubblica nella zona residenziale di Contrada Fiumarella. Nel quartiere in questione, infatti, numerosi sono i punti luce spenti o malfunzionanti, con accensione e spegnimento ad intermittenza, e i rimanenti punti luce attivi sono insufficienti  a dare al luogo la giusta illuminazione.
“In Contrada Fiumarella – afferma Di Caro – risiedono numerose famiglie giovani, e quindi tanti bambini. Pertanto, nonostante si tratti di un quartiere periferico, è da considerarsi  molto sensibile sotto il profilo della circolazione stradale, con le conseguenze che ne derivano in termini di sicurezza e incolumità dei residenti, i quali hanno diritto, come tutti gli altri cittadini, ad un’efficace illuminazione pubblica.
La situazione descritta nell’interrogazione in oggetto si protrarrebbe da parecchio tempo: il numero di pali malfunzionanti nelle Vie interessate sono circa 48 su un totale di 75 punti luce. “Tutto questo non va bene – prosegue Di Caro – e rappresenta una fonte di disagio e di pericolo per i nostri concittadini che la sera si vengono a trovare con alcune strade quasi al buio, non trascurando che in tali contesti possono trovare facile diffusione episodi di microcriminalità”.
Sono tre i quesiti con i quali il Consigliere Di Caro interroga in merito il Sindaco e l’amministrazione: “Innanzitutto sul perché, in tutti questi mesi, non si sia intervenuto su tali gravi disservizi; in secondo luogo, sulle iniziative di urgenza da intraprendere, essendo ormai imminente l’arrivo dell’ora solare che comporta un aumento delle ore di buio; infine – conclude Di Caro –  chiedo al Signor Sindaco e alla sua amministrazione se dispongono di una mappatura delle zone e dei quartieri della città con scarsa, assente o carente illuminazione pubblica, in modo da pianificare in tempi brevi tutti gli interventi necessari”.