palazzonormanniSi va avanti anche nel weekend. E’ ripresa la seduta all’Assemblea regionale siciliana per la discussione degli articoli della manovra finanziaria. Sono ancora venti gli articoli da approvare, prima della scadenza dell’esercizio provvisorio fissato per il 29 febbraio.

Ieri sera intanto nervi tesi a Sala d’Ercole sulla votazione degli articoli 57 e 58 che prevedono finanziamenti per le imprese agricole di alcuni comuni siciliani danneggiate dal maltempo. In Aula continuano ad arrivare emendamenti per finanziamenti a diversi comuni. “Non è possibile – ha detto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone -. Cosa succederà quando arriveremo alla tabella h?”. Gli ha fatto eco il presidente Crocetta: ”I finanziamenti vanno assegnati sulla base di una verifica dell’entità dei danni accertati”. Il governatore ha quindi proposto di unificare i due articoli che sono stati accantonati in attesa di una riscrittura e l’aula è stata sospesa temporaneamente.


L’Ars poco prima aveva invece approvato l’articolo 74 della finanziaria che istituisce un fondo unico nel patrimonio dell’Irfis per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese siciliane nei settori dell’industria, compresa l’agroindustria, del turismo e della ricettività, del commercio, dell’energia da fonti rinnovabili e dei servizi. ”Aperta questa maglia, l’Irfis entro cinque anni rischia di chiudere” ha detto in aula il deputato di Sicilia Futura Totò Lentini.

La riscrittura degli articoli sui finanziamenti alle imprese agricole dei comuni colpiti dal maltempo, presentata in aula dal governo, prevede la creazione di un fondo “con la dotazione finanziaria di 4 milioni di euro da ripartire sulla base di criteri stabiliti con decreto dell’assessore regionale per l’Agricoltura”. Scelta che ha fatto esplodere il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo. “Il governo ritiri questo emendamento. I Comuni che sono stati indicati avevano prestato i propri stanziamenti nella scorsa manovra per garantire i fondi per i forestali. Ma un ordine del giorno impegnava il governo a ripristinare quegli stanziamenti. Questo è un governo di felloni. Di gente, cioè, che non mantiene la parola data”. “Questa norma – afferma Santi Formica (Lista Musumeci) – mi ricorda quando nel mio paese lanciavano le noccioline e i ragazzi si accapigliavano per raccoglierne più possibili”.

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