Sono tante le novità per quanto riguarda le nuove terapie per curare l’epatite C. Dopo oltre un decennio in cui l’unica terapia disponibile era quella basata sulla duplice terapia interferone + ribavirina in questi anni si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione per la cura di questa patologia con nuove molecole che faranno in modo di poter fare a meno dell’interferone e a seguire anche della ribavirina.
Canicattì, grazie ad un accurato lavoro di ricerca e pianificazione effettuato dall’unità epatologica dell’ospedale “barone Lombardo”curata dal Dott. Magro, si è rivelato tra i centri più attivi dell’isola.
A partire dal 1 Giugno 2016, EpaC onlus ha ufficializzato la sua richiesta: consentire l’accesso ai farmaci innovativi per l’epatite C a tutti i pazienti eleggibili a tali cure. Le priorità di accesso saranno regolamentate da linee guida basate sull’urgenza clinica e sociale, elaborate da società scientifiche e associazioni di pazienti, insieme ad AIFA.
Senza dubbio questo è un modo intelligente di gestire le liste di attesa, e allo stesso tempo consentire al medico curante di selezionare i pazienti più urgenti da curare sulla base di linee guida ma anche poter valutare caso per caso necessità di natura sociale e non solo clinica.
In altre parole la proposta chiede la sostituzione degli attuali criteri di accesso con linee guida basate sull’urgenza clinica e sociale.
In questo modo, non ci saranno più “cure negate” ma programmazioni di cura concordate tra medico e paziente.
Moltissimi pazienti hanno potuto beneficiare delle nuove terapie grazie a nuovi strumenti diagnostici, come il fibroscan, disponibile presso l’ambulatorio di Agrigento. Ogni singolo caso, prima di ottenere l’ok dalla regione Sicilia per la prescrizione dei nuovi farmaci, è stato esaminato per valutare il danno al fegato. Successivamente, in basi ai dati rilevati, è stata data la priorità a chi ha uno stadio della malattia più avanzato. Questo non vuol dire che chi è affetto dall’epatite C cronica ed ha ancora uno fegato in discrete condizioni, non potrà beneficiare delle nuove cure, dovrà solo attendere qualche mese in più in modo da pianificare nuovi controlli monitorando sempre l’evoluzione del virus.
Quali sono gli indubbi vantaggi di queste nuove terapie orali? La durata della terapia, che si riduce a 3-6 mesi contro i 6-12 mesi degli attuali trattamenti; l’efficacia nella eliminazione del virus fino al 100% dei casi; il fatto che si tratti di farmaci orali e soprattutto l’assenza di interferone e degli effetti collaterali connessi. Sono farmaci rivoluzionari, perché tanti pazienti che non possono – per varie ragioni – ricevere terapie a base di interferone, avranno la possibilità concreta di guarire. Vogliamo sottolineare che in molti di questi studi i gruppi esaminati sono ancora di piccola entità e questi trattamenti saranno probabilmente disponibili in Italia, nella migliore delle ipotesi, a partire da 2015/2016.
Terapie disponibili attualmente in Italia Naturalmente per Italia si intende farmaci dispensati dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ovvero farmaci rimborsabili dall’SSN e quindi distribuiti in maniera gratuita. Occorre fare una premessa, esistono due importanti agenzie, la prima, americana, è la FDA (Food and Drug Administration) e la seconda, europea, è l’EMA (European Medicines Agency). Dopo che i nuovi farmaci ricevono l’approvazione negli Stati Uniti vengono da subito commercializzati, invece in Europa prima di tutto devono essere approvati dall’EMA e poi ogni singola nazione provvede con una propria agenzia a contrattare per la rimborsabilità. In Italia abbiamo l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che da una sua valutazione e provvede a contrattare il prezzo. I nuovi farmaci disponibili oggi con il sistema sanitario nazionale sono il sofosbuvir e il simeprevir che possono essere usati con la ribavirina volendo fare una terapia completamente orale. Terapie disponibili prossimamente in Italia Nel corso del 2015 verranno commercializzati altri tre farmaci che hanno già ricevuto l’approvazione da parte di AIFA e sono: DACLATASVIR (Daklinza – Bristol-Myers Squibb), SOFOSBUVIR+LEDIPASVIR (Harvoni – Gilead) e PARITAPREVIR (ABT-450/r) + Ritonavir + OMBITASVIR (ABT-267) (Viekirax della AbbVie) e DASABUVIR (ABT-333) (Exviera sempre della AbbVie). In seguito, nel 2016, avremo a disposizione altre molecole dai nomi altrettanto complicati, Beclabuvir, Grazoprevir ed Elbasvir oltre a GS-5816 e GS-9669. Quindi avremo a disposizione molti altri antivirali che ci permetteranno di eliminare completamente l’uso dell’Interferone e con la durata della terapia che si accorcerà ulteriormente fino a 8 o anche 6 settimane di trattamento.
Fonte: www.nuovifarmaciepatite.it ; www.epac.it













