“Il viadotto Himera della A19 in direzione Catania-Palermo poteva essere riaperto molto prima se la direzione regionale Anas ci avesse ascoltato”. L’Ordine degli ingegneri di Palermo commenta così la notizia della riapertura della strada con un cerimonia che si svolgerà domani alla presenza del premier Renzi.
“Oggi si dimostra la validità di quanto avevamo affermato oltre 11 mesi fa nella lettera inviata a tutte le istituzioni competenti – dicono gli ingegneri -, cioè che il viadotto non direttamente coinvolto nella frana poteva essere riaperto al transito dopo le opportune indagini tecniche, per le quali non erano necessari tempi lunghi, e che era infondata l’idea di demolirlo, avanzata a caldo dai funzionari di Anas Sicilia in assenza di qualsiasi verifica”.
Ancora più diretti i deputati del M5s all’Ars: “La riapertura della carreggiata sul ponte Himera è la prova che quello che dicevamo da sempre era corretto. Il tratto autostradale era agibile, ne andava testata subito la staticità, dopo aver abbattuto la carreggiata collassata. Chi ha sbagliato paghi e, soprattutto, risarcisca le imprese siciliane per gli enormi danni subiti inutilmente. Il trionfalistico annuncio di Renzi è arrivato per una cosa di cui dovrebbe vergognarsi e che, evidentemente, non conosce nemmeno a grandi linee”.
“Non si spiegano altrimenti – dice Giancarlo Cancelleri – le fantomatiche 4 corsie che, in Sicilia, esistono solo nella sua testa, assieme al Gottardo italiano. La corsa a infinocchiare gli italiani è uno sport che il premier pratica con costanza e abnegazione, ma non sempre è destinata a regalare soddisfazioni. Quando si corre troppo i capitomboli sono dietro l’angolo. E questo siciliano, mi sa tanto, che sarà molto rovinoso. Oltre al danno dell’ignavia e dell’imperizia, i siciliani non possono tollerare la beffa della presa per i fondelli”. Il M5s annuncia che metterà subito al lavoro il suo staff legale, “che cercherà di capire chi e come dovrà risarcire le imprese e la Sicilia per danni gravissimi, ma in gran parte evitabili”.
Attacca anche Forza Italia con il coordinatore regionale Gianfranco Micciché: “Renzi e il suo vannamarchismo colpiscono ancora, con una bufala a danno dei siciliani da fare invidia al Totótruffa che vende la fontana di Trevi. Domani, infatti, il presidente del Consiglio verrà in Sicilia per inaugurare una strada che c’e’ già e che semplicemente per un fatto di iper prudenza era rimasta chiusa, peraltro su disposizione del suo stesso governo; il che mi fa pensare che probabilmente, stanco di prendere in giro la gente, stia cominciando a prendere in giro anche se stesso. Ma mi faccia il piacere”.
“Ci troviamo di fronte all’ennesima menzogna di Matteo Renzi, che non smette di prendere in giro i siciliani e gli italiani tutti – aggiunge il capogruppo di Fi all’Ars, Marco Falcone – Sin dai giorni successivi alla caduta del viadotto in direzione Palermo-Catania, i più importanti ingegneri siciliani affermavano che la carreggiata in direzione opposta fosse totalmente sicura e percorribile dal traffico. Invece di inaugurare Renzi dovrebbe chiedere scusa. Invitiamo il presidente del Consiglio ad attenersi alla realtà e ad occuparsi concretamente dei mali della Sicilia, dei quali è in parte responsabile”.















