“L’Italia e l’Europa sono debitori di riconoscenza a Lampedusa per le vite salvate, per l’assistenza, per la prima ospitalità date ai migranti”. E’ il giorno della visita nell’isola del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica è arrivato nel pomeriggio per inaugurare il Museo della fiducia.
“Lampedusa – ha aggiunto – è la porta d’Europa e la base per un ponte tra i continenti. L’isola ha offerto a chi è arrivato, e la sente come seconda patria, il volto migliore dell’Europa. Dobbiamo dire grazie agli uomini delle istituzioni che qui operano con dedizione, senso etico e impegno, qualità che hanno consentito loro di salvare tante vite. Sono eroi della vita quotidiana. E’ grazie a loro che si è evitato che il Mediterraneo diventasse ancor più di quello che è stato, un grande cimitero”.
Ad accogliere il capo dello Stato c’erano centinaia di cittadini e alunni delle scuole. Con Mattarella il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Quanti sono i bambini morti nel Mediterraneo? Quanti gli uomini e le donne che non ce l’hanno fatta? Conosciamo solo una parte dei destini di chi ha affrontato il mare, di molti non sappiamo le sorti”, ha detto il presidente, che poi ha citato il quadro del Caravaggio “prestato” all’isola dagli Uffizi, e che rappresenta Eros Dormiente. “Ci ricorda – ha detto – il piccolo Aylan, morto su una spiaggia turca. Ma quanti altri bambini, come Aylan, sono morti nel Mediterraneo?”.
Mattarella ha ricevuto bottarga e tonno sott’olio in dono da un lampedusano. Il presidente della Repubblica si è concesso anche diversi selfie con dei ragazzi. Nella sua visita sull’isola il capo dello Stato ha anche incontrato la poliziotta che si è presa cura della piccola africana, Favour, di nove mesi arrivata sola sull’isola. La madre è morta durante la traversata del Mediterraneo. Durante il suo discorso il presidente della Repubblica ha definito la bambina “necessariamente italiana”.
Tra gli altri anche l’incontro con Pietro Bartolo, medico del poliambulatorio, che tanti migranti ha salvato: “L’ho ringraziato di essere venuto a dimostrarci che lo Stato c’è – ha raccontato Bartolo -. Mi ha detto di avere apprezzato che, nonostante fossi stato invitato per le cerimonie del 2 giugno, lo abbia aspettato qui tra la mia gente”. Mattarella ha anche incontrato il piccolo Samuele, protagonista, con lo stesso Bartolo, del documentario di Rosi “Fuocoammare”, che parla dei migranti e dell’accoglienza ricevuta da parte dei lampedusani.
Il presidente ha quindi incontrato alcuni dei migranti ospiti del centro di accoglienza, in particolare donne e bambini provenienti dal Corno d’Africa. Al momento nel centro ci sono 214 persone. Prima di ripartire per la capitale Mattarella ha voluto ringraziare i volontari e gli uomini delle forze dell’ordine che si occupano del soccorso e dell’accoglienza dei migranti: “Siamo orgogliosi di quello che fate”, ha detto.


















