marsala-anteprima-tv-europa-canale-87“Nessuno del parco a partire dal direttore ha utilizzato questo termine (teatro greco ndr)che utilizzate voi giornalisti”: esordisce così l’archeologa Maria Concetta Parello alla domanda sul ritrovamento del teatro greco di Agrigento fatta dalla giornalista Gloria Scafè per il videogiornale di Teleacras, dimenticando, forse perchè non presente, che aveva parlato di teatro greco anche il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto, annunciandolo al Presidente del Consiglio di Ministri Matteo Renzi durante la sua visita nella Valle per la firma del “Patto per la Sicilia”.

UN'AEROFOTOGRAMMETRIA DEL 1994 CHE MOSTRA L'ESATTA UBICAZIONE DEL TEATRO GRECO DI AKRAGAS
UN’AEROFOTOGRAMMETRIA DEL 1994 CHE MOSTRA L’ESATTA UBICAZIONE DEL TEATRO GRECO DI AKRAGAS – G. MARSALA

Firetto, dal palco montato ai piedi del Tempio della Concordia aveva dichiarato: “Eccezionale scoperta nella Valle dei Templi: e’ stato individuato l’antico teatro di Akragas, cercato per secoli. A ottobre – spiega Firetto – dovra’ partire una nuova campagna di scavi, stavolta in modo molto avanzato e ci attendiamo l’impegno del Governo nazionale. E’ il modo migliore per festeggiare degnamente la fondazione di Akragas 2600 anni fa”.


L’archeologa Maria Concetta Parello smorza i toni e affievolisce l’entusiasmo. Quello che sembrava essere uno scoop ormai sicuro, ormai certo si è trasformato in un “probabilmente non c’è niente, c’è solo una cavea. Probabilmente non c’è nessun teatro sotto quell’appezzamento di terreno.

 

 

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Stamattina anche l’associazione ambientalista “Mareamico” di Agrigento si è occupata del “ritrovamento” del teatro di Akragas. Claudio Lombardo, presidente dell’associazione, ha diffuso un video realizzato grazie all’aiuto di un drone che mostrerebbe esattamente la conformazione del terreno e la pianta semicircolare che a occhio nudo, per molti, sarebbe proprio il teatro ma che per Lombardo sarebbe solo una cavèa.

L’archeologo narese Gero Marsala, colui che nel 1994 aveva trovato il teatro ma qualche metro più in basso dal punto indicato dalla Soprintendenza, a ridosso di Via Panoramica dei Templi, sotto la chiesa di San Nicola, fece una relazione dettagliata che spedì proprio alla Soprintendenza ai beni culturali.

Per Marsala, che sarebbe già una vittoria la smentita della notizia del ritrovamento nel luogo da lui scartato più di venti anni fa, il rilevamento col drone sarebbe scientificamente non valido “Bisognerebbe fare dei calcoli precisi, degli orientamenti mirati, seguire esattamente la conformazione del terreno e fornire un piano di volo. Stilisticamente va bene, ma non scientificamente.”

Gero Marsala tiene a precisare inoltre che nonostante la laurea di operatore scientifico per i Beni culturali ottenuta all’Università di Palermo, con l’archeologia ha chiuso da tempo. Oggi dirige una società di comunicazione e marketing, la bluermes comunicazione integrata.

“Ho cambiato orizzonti dopo aver conosciuto gli ambienti accademici e i meccanismi della burocrazia. Oggi non sono alla ricerca di fama o medaglie – chiarisce -. Per me l’archeologia rimane una grande passione anche se da quasi 18 anni mi occupo di altro. Il mio impegno è quello di cercare di scardinare caste e baronie affinché i giovani ricercatori di oggi non trovino gli stessi muri di gomma che trovai io”.