tribunale-4Un disabile sarebbe stato picchiato e umiliato ripetutamente. L’ operatore della struttura che avrebbe dovuto prendersi cura del disabile lo avrebbe colpito persino con il mocio. «Il dibattimento, con le testimonianze dei suoi colleghi, lo ha provato senza alcun dubbio», aveva detto il pubblico ministero Margherita Licata, durante la requisitoria.

Qualche ora dopo, al termine della camera di consiglio, il giudice monocratico Ermelinda Marfia ha inflitto all’ imputato la stessa pena che era stata chiesta dal magistrato che rappresenta l’ accusa: 2 anni e 6 mesi di reclusione per un somalo di 31 anni, originario di Mogadiscio, operatore di una comunità  di Naro. L’ inchiesta fu avviata dopo la morte sospetta di un disabile psichico, avvenuta dopo una caduta sospetta all’ interno della comunità dove alloggiava. Il pubblico ministero Silvia Baldi aveva escluso la responsabilità dei medici e aveva iscritto il somalo nel registro degli indagati. Secondo il magistrato, però, la morte non sarebbe da ricondurre alle percosse subite dal disabile.