Ponte-sullo-strettoRenzi rilancia le grandi opere, con particolare riferimento al Ponte sullo Stretto per “togliere la Calabria dall’isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina” e la banda larga, facendo dell’Italia una “gigabyte society”. E’ quanto ha detto nel corso dell’incontro per i 110 anni di Salini-Impregilo.

“Quello che chiedo a voi è che, finita la parte delle riforme, si possa tornare a progettare il futuro”, ha aggiunto Renzi. “Bisogna sbloccare i cantieri e serve la banda larga perché la rete di domani non sarà una diga in Italia né l’autostrada del Sole, ma la banda larga, la gigabyte society, la velocità”.


“Bisogna poi continuare le grandi opere – ha scandito – dalla Bari-Lecce alla Napoli-Palermo, con il Ponte sullo Stretto, in un’operazione che sia utile, crei posti di lavoro e ci metta nelle condizioni di togliere l’isolamento della Calabria e avere la Sicilia più vicina”. “Noi siamo pronti”, ha detto citando anche la Variante di valico e il terzo valico tra Liguria e Piemonte.

“Anas è proprietaria della società Stretto di Messina e se e quando il governo ce lo chiederà, siamo pronti a riavviare l’opera, soprattutto ora che a dicembre sarà terminata la Salerno-Reggio Calabria”, dice il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani. “Il progetto va esaminato soprattutto alla luce dello sviluppo dell’alta velocità nel Mezzogiorno verso Palermo e del recupero del gap infrastrutturale del Sud. La cosa importante però è che poi, una volta deciso cosa fare, non si torni più indietro. Il Paese non se lo può permettere”.

Tra le tante voci che contestano al premier il tentativo di ingraziarsi il Sud per il referendum, spicca quella del sindaco di Messina, Renato Accorinti. “Non sono assolutamente d’accordo con quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, non abbiamo bisogno di populismo o di favole. La Raggi ha detto no alle Olimpiadi, noi diciamo no al ponte. Renzi ci dia invece le opere che che sono più utili e che ci aveva promesso per il Sud”.

Accorinti per anni è stato attivista No ponte. “M’impegnerò in prima persona – prosegue il sindaco – contro la realizzazione di quest’opera inutile per la quale in passato sono stati sperperati oltre 600 milioni di euro. Noi abbiamo bisogno di autostrade, ferrovie, porti, aeroporti, non del ponte. Si tratta di un’opera devastante e antieconomica tanto è vero che quando è stato presentato il project financing nessuno si è presentato. Sarebbero dovuti venire cinesi, americani, giapponesi ma poi nessuno ha fatto un passo avanti perchè hanno capito che avrebbero guadagnato con i pedaggi solo tra duecento anni”.

“Che senso ha poi – conclude – fare un’opera del genere in un deserto dei trasporti. Qui al Sud mancano infrastrutture primarie. Lo stesso Renzi lo ha detto durante l’inaugurazione di un elettrodotto di Terna spiegando che prima del ponte erano necessarie altre infrastrutture, ora sia coerente. Noi qui da mesi abbiamo un’autostrada interrotta per una frana e Messina rischia di rimanere senz’acqua per un possibile smottamento, sono queste le opere utili non il ponte”.