Facciamo nostra una lamentela di un nostro lettore che ha segnalato il degrado della Bandiera Italiana posta all’interno del villa comunale accanto al monumento dedicato ai caduti. L’attaccamento al Tricolore Nazionale, non deve essere solo nelle manifestazioni calcistiche ma, ogni volta che il Simbolo Italiano viene esposto in qualsiasi modo e maniera.

A Naro l’amministrazione comunale ha deciso di edificare un pennone, di fianco al monumento ai caduti, e in cima ha esposto il Tricolore Nazionale.


Lodevole iniziativa piena di orgoglio nazionale. Peccato che tale gesto sia, sporadicamente, simbolico solo per il tempo di posa senza nessuna preoccupazione di conservare, accudire e soprattutto preservare il Simbolo Nazionale che sventolava fiero dall’alto del pennone. Le intemperie, il tempo, o chissà cosa, hanno letteralmente “violentato” quel pezzo di stoffa che oggi risulta tutto strappato e ammainato a mezza asta, rispetto alla posizione verticistica che dovrebbe avere. Varie segnalazioni sono state fatte al comune di Naro.

Il nostro lettore si è offerto di intervenire personalmente e ripristinare il tricolore a sue spese ma, nessuna risposta nè intervento di ripristino è stato fatto per soccorrere quel pezzo di tela tanto caro agli italiani.

Uno stato di menefreghismo totale ha coinvolto pure il nostro ben amato tricolore che è costretto a sventolare senza nessun orgoglio.

Allora è bene ricordare: La bandiera nazionale è tutelata dal codice penale (Art. 292 cod. pen), non come oggetto in se, ma unicamente per il suo valore simbolico, suscettibile, per sua natura, di essere leso anche da semplici manifestazioni verbali di disprezzo (come l’abbandono totale e il degradamento). Per integrare il delitto di vilipendio della bandiera, è necessario un atteggiamento di gratuito disprezzo verso l’idea dello Stato che essa rappresenta, a condizione che tale atteggiamento sia percepibile da parte di altri soggetti (indignazione popolare), cioè deve essere commesso in pubblico, a prescindere dalla presenza della stessa bandiera. Insomma, ciò che conta non è la bandiera fisica in sé, come oggetto, ma il suo valore simbolico, suscettibile, per sua natura, di essere leso anche da semplici manifestazioni verbali di disprezzo (Cass. sent. n. 48902/2003). In conclusione, invitiamo l’amministrazione comunale ad intervenire tempestivamente e ripristinare lo stato d’orgoglio del tricolore nazione affinché possa sventolare orgogliosamente sventolare in tutta la sua bellezza. SIAMO ITALIANI.