Nella suggestiva cornice del Caffè Letterario – naturale spazio d’incontro tra generazioni – su iniziativa del Progetto di Arte Contemporanea “Vincenzo Curto”, venerdì 9 giugno alle ore 20,30 il prof. Filippo Santi Cucinotta, docente di Teologia orientale della Pontificia Facoltà Teologica di Palermo, ha offerto un’ulteriore preziosa tessera alla ricostruzione dell’universo artistico all’interno del quale si è sviluppata l’opera creativa del nostro pittore Vincenzo Curto (1945-2013), giustamente definito artista “a tutto tondo”. Il contributo del docente, da titolo “La nostalgia del bello…”, è stato il tentativo di inserire l’opera del nostro pittore all’interno del travaglio e dell’inquietudine che hanno caratterizzato l’ultimo scorcio del XX secolo e gli inizi del XXI, periodo segnato proprio dal “doloroso desiderio del ritorno del bello” in un’epoca che si era lasciata rinchiudere negli angusti spazi di una sordida quotidianità all’interno della quale solo la voce degli artisti si elevava come denunzia, invocazione ed evocazione. Da questa prospettiva una nuova e sorprendente luce ha acquistato, proprio sotto i nostri occhi, la scelta selezione di alcune delle opere del nostro autore sapientemente scelte dalla gentile consorte Graziella e offerte alla nostra ammirazione. Si trattava di ritratti nei quali l’artista aveva travasato un inarrestabile flusso cromatico che irrompendo nei fragili confini dei tratti somatici li faceva esplodere dall’interno velando, s-velando e ri-velando il conflittuale crogiolo di singole esistenze di cui erano espressione artistica dell’esperienza che l’artista aveva vissuto nell’evento determinato dall’averne incrociato i percorsi esistenziali proprio tra le nostre vie, i nostri crocicchi anche solo per un attimo immortalato nella forma pittorica. L’incontro è stato accolto con entusiasmo dai numerosi e interessati partecipanti. E’ desiderio di tutti che occasioni simili possano ripetersi affinché del nostro artista, della sua opera e del suo porsi nell’orizzonte della creativa inquietudine del suo e del nostro tempo possa essere ulteriormente offerto non solo alla memoria di chi lo ha conosciuto e apprezzato ma anche e soprattutto per chi non lo conosce ancora perché troppo giovane.