“In Sicilia Alfano e Renzi hanno stretto un accordo di potere per garantire ad Ap una ventina di senatori. Mi chiedo come qualcuno potesse perché nsare che noi avallassimo questo fatto”.
Parla con la Stampa, Massimo D’Alema, di Mdp, il partito che alle prossime regionali sicilianale ha scelto la discontinuità rispetto alla coalizione di centrosinistra e al Partito Democratico.
“La responsabilità” in Sicilia, aggiunge D’Alema, “è di Renzi, che si doveva fare gli affari suoi. In Sicilia ci sarebbe stata un’alleanza di centrosinistra e Alfano sarebbe andato per la sua strada. Lui ha scelto il Pd quando Lega e Fratelli d’Italia hanno messo il veto su Ap. È uno scarto del centrodestra”.
“Meno male – prosegue – che i nostri compagni siciliani si sono tirati fuori da questo pasticcio. Erano consapevoli che i nostri elettori non li avrebbero mai seguiti. Se avessimo sostenuto Renzi e Alfano ci saremmo uniti a una compagnia destinata al fallimento. Non siamo usciti dal Pd per metterci a pasticciare per fare accordi con loro. In Sicilia, come alle prossime politiche, serve una voce autonoma della sinistra che esprima i nostri valori”.
Alla domanda se Mdp sia solo antirenziana, D’Alema replica: “Risponderò citando l’ineffabile avvocato Pisapia, che non è accusabile di essere rancoroso come me. Lui ha detto che serve una “netta discontinuità” di contenuti e leadership per un nuovo centrosinistra e ha escluso alleanze con Alfano. Io mi definisco un seguace di Pisapia. In Sicilia stiamo facendo questo, speriamo che lo faccia anche lui”.


















