Che piaccia o no, a Canicattì vi sono delle emergenze sulle quali non si può più rimandare: la condizione delle strade, ( condizioni create da altri) e il traffico in determinate vie e in determinati orari.  Non possiamo più fare finta di nulla, non possiamo più girarci dall’altra parte, non possiamo continuare a mettere la testa sottoterra come gli struzzi. La viabilità intesa nel senso più ampio del termine, cioè la condizione delle nostre strade, lo stato in cui si trovano, gli interventi violenti che sono stati fatti, lo stato in cui sono state lasciate , e poi, il blocco intestinale di alcuni tratti di strada in determinati orari, con soglie di inquinamento da metropoli indiane, con una presenza di polveri sottili e smog davvero insopportabile…. E allora vogliamo dare un segnale… nè vogliamo parlare? So esserci una commissione al traffico… ci vuole relazionare sui lavori fin qui fatti e discussi? Abbiamo fatto una mappatura di tutti i danni procurati dagli scavi di società che a vario titolo hanno “sminghiato” un paese? Abbiamo fatto una stima di questi danni? Abbiamo atti di citazione nei confronti di questi signori? Abbiamo un reportage fotografico documentale che attesta e dimostra tutti i danni procurati? Queste le cose serie da fare, perchè parliamo della nostra salute, di quella dei nostri figli, della nostra incolumità, della incolumità dei nostri mezzi, parliamo della qualità della vita di tutti gli abitanti, parliamo di un decoro che attragga anche presenze provenienti da altri paesi…. Insomma le strade, il loro stato, la logistica, il sflusso, la loro percorribilità, la sicurezza sono l’ABC per iniziare a costruire una nuova Canicattì…. Il resto è fuffa.

Cesare Sciabarrà