Quando parliamo di comitati di quartiere parliamo di un concetto talmente ampio che spesso è di difficile comprensione. Facciamo una premessa prima di addentrarci nell’argomento. Realizzare dei buoni comitati di quartiere non è una cosa semplice. E’ un percorso lungo e tortuoso che ha come base locali sperimentazioni fino al raggiungimento di un risultato ottimale. Da replicare in tutte le altre zone della città.
Una buona amministrazione non può fare a meno dei comitati di quartiere, una pessima amministrazione ne fa volentieri a meno. Spieghiamo questo concetto. Il comitato di quartiere altro non è che una protesi in uno specchio di territorio che si presume conosca bene perchè, vi abita. La stanzialità fa in modo che i componenti del comitato ne conoscano le peculiarità, le necessità, le istanze, i pericoli, le priorità. La compartecipazione alla gestione dei danari pubblici con il coinvolgimento dei comitati di quartiere , evita sperperi e azioni inutili in parti di territorio che magari non necessitano di alcuno interventi. Il comitato di quartiere se gestito in modo esatto diventa termometro e indicatore delle necessità di quel determinato quartiere. Ma non solo, diventa anche interfaccia non solo per fare richieste ma anche ad agire come interlocutore nei momenti di emergenza, di difficoltà di ristrettezza economica.
Per esempio per parlare del nostro paese, in caso di emergenza rifiuti , il comitato di quartiere sarebbe stato l’asso nella manica per la gestione dell’emergenza. Avrebbe parlato il comitato con i cittadini e avrebbe dato disposizioni sul da farsi. Un altro esempio: si è spesa una cifra importante per rappezzare alcuni pezzi di strada del paese. In realtà non si è concluso nulla o meglio si sono solamente dilapidati alcune decine di migliaia di euro.
Si vedono scarificati e rifatti tratti di strada in buono stato per il solo fatto che vi era buca. Uno sperpero di danaro considerando che quella stessa buca si sarebbe potuta fare coprire al costo di soli 100 euro e con tre anni di garanzia, Invece interi tratti di strada inutilmente riasfaltati , mentre il paese continui ad essere un campo da golf. In questo caso i comitati di quartiere avrebbero mappato il territorio indicando le priorità oggettive, cioè veri pericoli che andavano rimossi e suggerito interventi mirati con costi ottimizzati. Pensate che con quello che si è speso per rappezzare 4 strade alcune anche poco praticate si sarebbero riparate circa 700 buche , ma riparate seriamente e con tre anni di garanzia.
Perché accade questo perchè a decidere sono 4 persone che senza preoccuparsi di ascoltare le necessità della città utilizzano il danaro come fosse proprio. Democrazia partecipata, apertura delle stanze dove vi chiudete e ascolto delle esigenze del paese. I comitati di quartiere sono gli occhi, le orecchie, la bocca e il cuore dei nostri quartieri. Come può una amministrazione capire quali necessità ha il paese se non ha occhi, bocca, orecchie e cuore della città?
Cesare Sciabarrà


















