Si sono aperti i tavoli e gli incontri per ragionare sulle probabili o improbabili alleanze per le prossime elezioni comunali a Ravanusa. 
Ma quali sono i temi trattati in questi tavoli o da singole forze o singoli aspiranti? 
L’impressione che ne colgo – almeno da ciò che mi viene riferito da più parti – è che non ci siano “i temi” ma che ci sia solo “il tema”. L’unico: chi potrà essere il candidato a sindaco. 
Chiunque la nostra delegazione abbia incontrato – nessuno escluso – ha aperto (e chiuso) ogni discussione rivendicando la guida con la candidatura a sindaco. 
Nessun cenno a cosa si vorrà fare per i prossimi cinque anni di amministrazione. 
Il programma, le idee per migliorare il paese, per creare occasioni di lavoro, per migliorare i servizi pubblici e gli aspetti sociali, sembrano non interessare gli interlocutori incontrati. 
L’unico problema – direi, l’unica ossessione – che si è colto sembra essere chi farà il candidato a sindaco, oppure chi dovrà esprimere il candidato a sindaco o, addirittura, contro chi ci si candida. 
Un approccio che, evidentemente, ha come unica preoccupazione l’occupazione della posizione, o la guerra fra Guelfi e Ghibellini, come se i problemi o le aspirazioni dei cittadini fossero un contorno, un tema secondario, collaterale. 
Un metodo che non ci appartiene. 
Per quanto mi riguarda e se mi verrà chiesta un’opinione, non incoraggerò i miei compagni a partecipare a nessuna intesa se non avremo risposte su cosa si vuole fare – per esempio – sul tema dell’acqua, che per noi deve tornare alla gestione pubblica e con tariffe giuste e effettive; cosa si vuol fare del patrimonio culturale (museo e zona archeologica) e del collegato sviluppo delle politiche del turismo, che a Ravanusa potrebbe diventare una delle maggiori opportunità di sviluppo e di occupazione; che cosa si vuol fare per rendere dignitose e curate le periferie. Tenuto conto che Ravanusa ha un potenziale unico predisposto nei decenni passati dalle amministrazioni a guida socialista. 
Insomma, questi sono alcuni temi, alcuni esempi. 
E questo dovrebbe essere l’unico modo di affrontare il tema delle alleanze. Per noi è la precondizione. 
Perché, altrimenti, non capisco per quale ragione si dovrebbe sostenere un candidato a sindaco piuttosto che un altro, se alla base di ogni ragionamento non rileviamo l’attenzione sulle scelte di programma, su cui decidere un percorso comune nell’interesse dell’intera collettività e della crescita sociale, economica e culturale di Ravanusa. 
Capisco che fra qualche giorno si dovranno presentare le liste. Ma qualcuno (o, piuttosto, chi aspira a candidarsi alla guida dell’amministrazione) vuole dirci quale idea ha per il prossimo futuro o, almeno, se condivide le nostre? 
Perché di questo dobbiamo parlare, atteso che le cose fatte sono comunque ormai passate. 

Giuseppe Lauricella