<<L’agricoltura siciliana è in ginocchio e sta morendo inesorabilmente a causa di una burocrazia lenta e inefficiente>>.
Con queste parole l’assessore Antonio Gallo ha rimarcato il senso del corteo di giovedì scorso che si è svolto a Palermo organizzato dalla Coldiretti, al quale ha partecipato, per protestare insieme alle migliaia di imprenditori agricoli <<contro i ritardi dei finanziamenti, il superamento delle difficoltà economiche e la semplificazione delle procedure farraginose che bloccano l’agricoltura siciliana>>.
<<Nel condividere pienamente il grido d’allarme della Coldiretti – ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri – mi unisco alla protesta dell’assesore Gallo, dei tanti sindaci e degli amministratori locali per denunciare le difficoltà attraversate dal settore. La situazione è diventata ormai insostenibile. Non è possibile che si vada avanti così. Ne va del futuro dei nostri territori, della nostra economia e delle nostre comunità >>.
Giovedì in piazza Politeama c’erano migliaia di operatori del settore agricolo <<che – ha detto Gallo – rappresentano uno dei pilastri più importanti dello sviluppo economico della Sicilia>>.
<<E’ ora di dire basta ai ritardi della burocrazia a livello nazionale e regionale – ha aggiunto Antonio Gallo. Basta ai ritardi dell’attuazione delle misure del Programma di sviluppo rurale (Psr). Se poi a questa situazione di disagio ci mettiamo pure gli eventi calamitosi che hanno colpito le produzioni, il caldo torrido dell’anno scorso e le piogge alluvionali di quest’anno e la conclamata carenza di risorse idriche, si capisce allora – ha detto – in quali acque nagavigano i nostri produttori>>.
Ed anche ha infine aggiunto <<i mancati controlli dei prodotti provenienti dai paesi extra UE. Il grano straniero che continua ad entrare mentre il nostro prodotto di altissima qualità ha prezzo irrisorio. E poi l’assenza delle azioni necessarie a garantire l’assistenza tecnica agli allevamenti: Insomma una situazione disastrosa che non ha risparmiato neppure l’OCM vitivinicolo, la zootecnia, l’agrumicoltura e i consorzi di bonifica che continuano ad essere commissariati dalla Regione>>.


















