Pubblico una rara foto del barone Agostino La Lomia presente a Favara, al Circolo Culturale “Il Gattopardo”, per un incontro-dibattito. La foto potrebbe essere del 1960-1961, anteriore certamente al 5 ottobre 1961, un giorno amaro che segnò un rivolgimento nella vita gaudente e spensierata del patrizio canicattinese. In tale data Agostino La Lomia fu “costretto” a vendere per appena trentacinque milioni di lire, lo storico palazzo di famiglia – di circa mille mq. in piazza Castelnuovo a Palermo – progettato dall’architetto Tommaso Aloisio Juvara, nipote di Filippo Juvara, progettista della Basilica di Superga. Tornato a Canicattì, Agostino si rinchiuse nel suo Palazzo di via Cattaneo fino alle cinque del mattino di sabato 15 luglio 1967, allorché, improvvisamente, decise di andare a pregare sulla tomba della madre. La foto di Favara si colloca nel periodo più felice della vita del barone, presente regolarmente in tutte le manifestazioni mondane degli anni Cinquanta e Sessanta: in particolare la Mostra del Cinema di Venezia e il Festival Cinematografico di Messina-Taormina. Per il suo modo di vestire particolarmente eccentrico e per le sue esilaranti interviste, era sempre al centro delle cronache mondane su tutti i quotidiani e periodici. Nella foto di Favara il barone, invece, si presenta in un atteggiamento da antico saggio, quasi un profeta laico intento a trasmettere le sue metafore e le sue massime. Avrà certamente deliziato i numerosi attenti ascoltatori con le sue “perle” filosofiche: “La virtù è propria delle bestie, mentre degli uomini sono propri i vizi”; “Il movimento è amore e l’imprevisto la vita”; “L’amore è più forte persino della patria, dell’onore e della vita”: “Esistono tre tipi di nobiltà : quella dell’animo, quella dell’ingegno e quella della nascita. Io penso, tuttavia, che la vera nobiltà sia quella dell’animo che può albergare nel cuore di chiunque “. GAETANO AUGELLO
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