Archeologia e povertà educativa: sono i temi delle due tavole rotonde in programma il 26 ottobre prossimo, al centro Kalat (KISS), in via Tevere n. 10, a Campobello di Licata.

La mattina, a patire dalle 10, sarà dedicata all’Archeologia e vedrà la presenza di sindaci, assessori e docenti universitari. Il pomeriggio, invece, alla Povertà educativa; destinatari in questo caso docenti e dirigenti scolastici. “Discuteremo di cose fatte e da fare – annuncia l’architetto Giovanni Vultaggio, Project Manager KALAT –  di Centri di documentazione, aree e iniziative espositive; di Reti locali, Laboratori e workshop locali e internazionali; di Corsi brevi e utili, informali ed esperienziali; di attività turistiche estive rivolte a locali e non come Summer school, Grest intelligenti, Campi scuola di lavoro e di ricerca”.


Tra gli obiettivi, infatti, il progetto Kalat punta a: favorire l’aggregazione giovanile internazionale, contrastare la povertà educativa e contribuire a una gestione innovativa dei Beni Culturali in Sicilia.

“Specie nei piccoli centri, si assiste spesso a scelte, fatti ed eventi dettati più da contingenti vicende o interessi personali o di gruppi, piuttosto che dall’attuarsi o perseguirsi di superiori linee strategiche e di azione – ricorda Vultaggio – Si stenta così a veder attuarsi progetti che mirano a valorizzare le specificità e vocazioni locali, le metodologie e le tecniche così come si assiste ad una diffusa e gravissima sottostima delle problematiche dei giovani, ormai pressoché scomparsi nei nostri territori. Tutto ciò, oltre a rivelare la pressoché assoluta assenza di strategie politiche e territoriali, avviene proprio quando, invece, occorrerebbe indirizzare i giovani, fin dalle più tenera età, a migliorare la conoscenza del proprio territorio, della propria storia e identità e a individuarne le specificità in chiave attrattiva e non divisiva, magari venendo messi a contatto sia con altri giovani stranieri portatori di altre culture e modelli e con le realtà produttive e rappresentative del territorio stesso.  Coinvolgere infatti i giovani nella conoscenza delle problematiche e delle potenzialità dei territorio – sostiene l’architetto – può ridurre l’isolamento culturale dei territori stessi e al tempo stesso fornire risorse, strumenti e supporti per potenziare le iniziative attrattive e dar forza agli stessi operatori, stimolando l’attrattività delle risorse del territorio, favorendone l’esternalizzazione e la proiezione turistico culturale. Inoltre per rafforzare e internazionalizzare il contesto locale a partire dai giovani, occorre incentivarne le capacità personali e di studio, prevedendo e favorendone il potenziamento delle loro stesse capacità di concentrazione, apprendimento, memorizzazione, organizzazione”.

Con l’attivazione di luoghi, strumenti e attività per l’aggregazione giovanile, contro la povertà educativa e per la valorizzazione delle identità locali, Kalat, per la Sicilia Centro meridionale, attiva scenari e iniziative prima impensabili.

“Per favorire l’aggregazione giovanile internazionale, il progetto Kalat – spiega il Project Manager – ha promosso la realizzazione della KISS (Kalat International Summer School), una struttura accreditata come ostello della gioventù con una foresteria per  24 unità, una sala didattica per l’effettuazione di corsi, una sala conferenza da 70 persone per seminari e cineforum, un’area espositiva per l’effettuazione di mostre fotografiche, una cucina professionale e un bar, con all’interno GioKo, una ludoteca intelligente con oltre 110 giochi in scatola selezionati tra quelli più stimolanti e premiati al mondo. Per contrastare la povertà educativa, con Useit, il Progetto Kalat ha dotato il territorio di un centro di documentazione con 220 strumenti, corsi brevi e interattivi sulle soft skills e specificatamente tecniche di apprendimento, memorizzazione, organizzazione e motivazione allo studio, oltre ad attività di supporto scolastico per famiglie e ragazzi locali e di turismo scolastico per scolaresche distanti nel territorio. Per contribuire a una gestione innovativa dei Beni Culturali in Sicilia e le conoscenze sulla storia antica del territorio – sottolinea – il progetto ha promosso ArKeo (già ArcheoloDida) con:  una officina per attività di studio e rilievo e trattamento dei reperti; una esposizione didattica, con plastici e pannelli sulle tecniche archeologiche e i reperti illustranti i risultati delle ricerche territoriali svolte; 4 laboratori non formali ed esperienziali con giochi, test, ricostruzioni e presentazioni interattive in power point con moduli formativi teorico/pratici sull’arte preistorica, le tecniche di scavo e di ricerca archeologica di superficie, le risorse di interesse turistico culturale del territorio agrigentino; proposte di turismo archeologico con campi scuola, ricerca e lavoro, oltre – conclude Giovanni Vultaggio – a veri e propri week end archeologici”.