Chiusura indagini nell’ambito dell’inchiesta Criminal Drinks per ventisette persone. Il pm Antonella Pandolfi ha notificato nelle scorse ore il provvedimento che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.
L’inchiesta avrebbe svelato l’esistenza e l’operatività, in diversi luoghi d’Italia e d’Europa, di un’articolata organizzazione criminale a carattere transnazionale che, serialmente, dapprima istituisce e, poi, gestisce fittizi depositi fiscali di prodotti alcolici, per mezzo dei quali viene simulata la movimentazione di ingenti quantitativi di bevande alcoliche (birra e spiriti), verso tali depositi che, in realtà, ivi mai materialmente giungono.La strategia criminale, ha consentito ad una pluralità di soggetti esteri, “clienti” dell’organizzazione criminale oggetto di indagine, di beneficiare, economicamente e finanziariamente, dell’apparente trasferimento delle merci in Italia (presso i vari depositi fiscali fittizi). La seconda fase dell’operazione “Criminal drinks”, che nella prima fase aveva anche condotto all’esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere ed 1 ai domiciliari) ha fatto registrare un importante risultato con l’arresto, a Londra, di un componente dell’organizzazione, dedita all’evasione delle Accise e dell’Iva mediante la creazione di depositi fiscali e movimentazioni fittizie di alcolici di provenienza comunitaria.
a strategia criminale avrebbe consentito ad una pluralità di soggetti esteri, “clienti” dell’organizzazione criminale, di beneficiare, economicamente e finanziariamente, dell’apparente trasferimento delle merci in Italia (presso i vari depositi fiscali fittizi).Partendo da un primo deposito a Favara nel settembre 2014, le indagini in progress hanno svelato l’esistenza di almeno altri 8 depositi fiscali fittizi in tutta Italia. Gli interessi economici ruotanti intorno alla vicenda illecita ammontano – ad oggi – ad una cifra che, con stima prudenziale, si avvicina ai 100 milioni di €.












