“Quella sua maglietta fina tanto stretta al punto che m’immaginavo tutto” chi non ricorda le parole di questa canzone dal successo mondiale scritta e interpretata da Claudio Baglioni? Tanti di noi legano a questa canzone straordinaria sere d’estate e amori adolescenti. A volerla riscrivere oggi dovremmo sostituire la “maglietta” con la “ mascherina” e sforzarci di immaginare piuttosto che il seno della nostra corteggiata il viso, il suo sorriso.
Mi viene da chiedermi di cosa si occuperà la nostra poesia, la nostra letteratura, la nostra musica al tempo del corona virus. Si potrà ancora parlare di baci passionali e abbracci da stringere il cuore senza rischiare di dire cose improbabili da realizzare? La conoscenza senza il contatto fisico, un contratto firmato senza una stretta di mano, l’attesa di un treno che porta un nostro caro senza che una volta sceso poterlo abbracciare…. E poi i concerti affollati, dove ci si abbraccia con il vicino che non conosci, il teatro dove si avrà il signore accanto che accenna a un colpo di tosse, il tram, la classe di una scuola, i tuoi compagni. Gli altri. E già gli altri. Cosa sarà dell’altro, della necessità di poterlo toccare abbracciare , avvicinarlo per sentirne l’odore per stimolare le nostre endorfine per adesso mandate in letargo?
E se ci siamo inventati il “distanziamento sociale”, è pensabile che si pensi ad inventarci “l’avvicinamento sociale”. E l’autoisolamento è una forma di onanismo sociale due punto zero? Il mestiere più antico del mondo, lo racconteremo ai nostri nipoti con lo stesso pathos della scomparsa dei dinosauri?
Cosa sarà dell’uomo di oggi proiettato in un futuro prossimo, delle sue paure , del suo essere guardingo, sempre a due metri di distanza? Questa è l’era delle domande senza risposta. Della guerra senza armi, della battaglia senza nemici, dei terremoti senza macerie, delle alluvioni senza il fango e senza detriti.
Neanche il più crudele dei regimi avrebbe fatto meglio, neanche il tiranno più autorevole ci avrebbe convinti a stare in autoreclusione come ha fatto un virus che ha volte chiamiamo “corona”, altre “covid 19”.
Intanto i produttori stanno lavorando a una nuova versione di ” Sapore di mare” dove Ciavarro e Isabella Ferrari recitaranno con la mascherina… tanto chi si accorgerà che è passato tutto questo tempo?












