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Botte e insulti alla moglie, “Fogna, fai schifo, ti ammazzo”, arrestato marito violento

Scritto da il 27 settembre 2021, alle 07:02 | archiviato in Caltanissetta, Costume e società, Cronaca, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Calci, pugni, schiaffi e insulti di ogni tipo: «Fogna, fai schifo» ed ancora minacce, «Io ti ammazzo, ti ammazzo, trent’anni di galera mi faccio; perché non ti butti dal balcone, altrimenti ti ammazzo io». La Polizia di Stato ha tratto in arresto un nisseno di 34 anni per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Da anni la moglie subiva vessazioni di ogni tipo, fisiche e verbali, fino a quanto l’intervento della Polizia non l’ha fatta determinare a denunciare quanto accadutole.
Qualche giorno fa la donna è stata picchiata in strada ed onesti cittadini hanno chiamato la Polizia di Stato che è prontamente intervenuta. Non si trattava di un litigio occasionale, ma una delle tante occasioni in cui la donna è stata umiliata e picchiata. In questa occasione la vittima è stata convocata dalle donne della Squadra Mobile, personale femminile altamente specializzato nell’ascolto delle persone vittime di violenza.
Il racconto delle violenze
Dopo essere stata accolta negli uffici della Polizia di Stato, la donna ha potuto raccontare quanto da anni subiva. Botte e insulti, una sopraffazione totale, dovuta ad improperi quotidiani che spesso culminavano in violenze fisiche.

Arrestato il marito violento
Avvisata la Procura della Repubblica di Caltanissetta ed attivato il cosiddetto “codice rosso”, il Pubblico Ministero, considerate le fonti di prova raccolte dalla Squadra Mobile, ha immediatamente richiesto ed ottenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari in luogo diverso rispetto a dove vive la donna.

Non appena ricevuto il provvedimento di cattura, gli investigatori della Squadra Mobile hanno immediatamente individuato l’uomo per condurlo presso la sua abitazione, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. “Fondamentale la determinazione della vittima che si è affidata alla Polizia di Stato denunciando quanto da lei subito, questo ha permesso di intervenire immediatamente per porre fine alle violenze”.



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