“Dopo circa quattordici anni dal parere favorevole espresso dalla Capitaneria di Porto per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle, progetto che venne gradualmente accantonato, con l’attacco militare della Russia in Ucraina, la costruzione dell’impianto è tornata in auge. Il Tar ha anche recentemente sciolto il nodo Via (Valutazione di impatto ambientale) che permetterebbe a Enel di realizzare il sito di trasformazione e distribuzione del gas. Certificazioni autorizzative che però sono ormai ferme da oltre un decennio. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione parlamentare con richiesta urgente di audizione in commissione Ambiente”.

Così il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro sulla ritrovata volontà a costruire il rigassificatore a “Vigata”. Il parlamentare agrigentino chiede al presidente della Regione Musumeci e all’assessore del Territorio e Ambiente Cordaro lo stato dell’arte dei permessi rilasciati dalla Regione per la realizzazione del terminale di rigassificazione. Nell’interrogazione avanzata dall’onorevole Di Caro si invita anche il governo regionale ad informare adeguatamente la popolazione residente sugli eventuali rischi al quale potrebbe essere esposta.

“In vista delle prossime elezioni regionali – dice ancora Di Caro – il progetto del rigassificatore di Porto Empedocle potrebbe indurre a speculazioni politiche che, facendo leva sugli sbocchi occupazionali dell’opera, potrebbero portare a decisioni potenzialmente improduttive per i cittadini.

Troppe volte con la scusa delle emergenze – aggiunge il parlamentare regionale – si sono commessi errori irreversibili per il territorio e per i suoi abitanti. Anche per gli stabilimenti Ilva di Taranto si era detto che avrebbero prodotto sviluppo per quel territorio e i risultati, purtroppo sono stati visibili a tutti. Sul rigassificatore di Porto Empedocle – dice ancora Di Caro –  non c’è nessun nuovo scontro. C’è solo l’esigenza di capire di che cosa stiamo parlando, abbiamo un territorio devastato, privo di infrastrutture idonee alla vocazione turistica dei luoghi meravigliosi in cui viviamo. Si dia priorità a questo. Tutto il resto – conclude Di Caro – verrà da sé”.