Commentano su Facebook la sparatoria avvenuta in una piazzola di un distributore di carburanti a Gela, nella quale rimasero ferite due persone di Licata, utilizzando espressioni volte a giustificare quanto avvenuto. È l’ipotesi avanzata dalla Procura di Gela che ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di tre soggetti – un campano, un veneto e un calabrese – contestando loro il reato di istigazione a delinquere. In due hanno scelto la via del rito abbreviato mentre il terzo seguirà l’ordinario.

Ad identificare le tre persone sono stati i carabinieri attraverso ricerche sui social. “Io arrivo e lo sparo. Semplice. Se non mi tutela la legge mi tutelo da solo” era uno dei commenti apparsi. E ancora: “Tocchi mia sorella e vuoi ancora avere ragione? La prossima volta se ricapita spara all’altezza dei bronchi”. Infine: “Ci dovevano essere pure gli altri così non vanno a rompere i c…”.


Per questi commenti social adesso i tre rischiano il processo.