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La rivoluzione del reddito di cittadinanza, 160 mila siciliani rischiano il sussidio

Scritto da il 24 novembre 2022, alle 11:29 | archiviato in Costume e società, IN EVIDENZA, Photo Gallery, Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

A conti fatti con le modifiche introdotte dal governo nazionale sarebbero all’incirca 160 mila i siciliani che rischierebbero di perdere il reddito di cittadinanza. Si tratta della quota dei cosiddetti “occupabili”, quelli quindi che potrebbero lavorare ma che per varie motivazioni non hanno ancora trovato un’occupazione. La media dell’assegno erogato in Sicilia è di 597 euro mensili, questo significherebbe che lo Stato solo per la Sicilia si ritroverebbe in cassa un risparmio di 95 milioni di euro.

Queste modifiche sono state approvate in consiglio dei ministri nella manovra di bilancio, adesso è attesa al vaglio del parlamento per la sua approvazione. Tra le misure più rilevanti contemplate dalla legge di bilancio targata Meloni c’è l’abolizione dell’attuale assetto del reddito di cittadinanza, così come concepito sino ad oggi, dal primo gennaio 2024. E’ questo uno dei punti più discussi.

In estrema sintesi, il sostegno ai poveri sopravviverà al massimo per un anno e già nel corso del 2023 non verranno accettate più le domande. Con un provvedimento collegato alla manovra il governo dovrebbe definire il nuovo sistema. Dal 2024, al posto di tale sussidio, ci saranno due strumenti: uno per la lotta alla povertà, destinato a coloro che non possono lavorare; l’altro per le politiche attive, per le persone occupabili. È dunque la fine del Reddito di cittadinanza che era stato introdotto nel gennaio 2019 dal governo Conte-1. Sparirà dal primo gennaio 2024 e nel 2023 sarà gradualmente cancellato per coloro che possono lavorare i quali sono individuati in base all’età e ai carichi familiari: devono avere tra 18 e 59 anni d’età e non avere in famiglia disabili, minori o anziani over 60.

Chi non può lavorare avrà un altro sussidio
I percettori dell’assegno che non sono abili al lavoro, continueranno invece a ricevere la prestazione fino alla fine del 2023, poi, dal 2024, saranno assistiti con una nuova forma di sussidio, dedicato esclusivamente ai poveri, le cui modalità di accesso e di funzionamento saranno probabilmente individuate in uno dei disegni di legge di accompagnamento alla manovra.

Alla luce di questo provvedimento si stanno mobilitando diverse associazioni che stanno promuovendo la manifestazione del 29 novembre a difesa del Reddito di Cittadinanza. Oggi spiegheranno le loro ragioni in una conferenza stampa che si svolgerà alle ore 10 in via Boito 7. Saranno presenti Tony Guarino, Davide Grasso, Giuseppe De Lisi, come organizzatori della manifestazione, e diverse associazioni di percettori di reddito sul piede di guerra. “Siamo pronti a tutto”, dicono.





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