Le bollette sono una spesa ricorrente di cui tutti dobbiamo farci carico e che, di questi ultimi tempi, è aumentata in modo considerevole. Per risparmiare, quindi, il primo passo da compiere è guardarsi intorno e cercare migliori tariffe. Come? Magari puoi fare un confronto delle tariffe luce qui e valutare, in base ai tuoi consumi, quai sono le opzioni più interessanti da valutare.

Se ti preoccupa l’idea di cambiare fornitore luce o gas, non temere! Come vedremo in questo breve approfondimento, ridurre il costo della bolletta è davvero facilissimo e, soprattutto, non comporta costi o interruzioni di servizio. Ecco cosa è importante sapere.


Come si cambia fornitore luce?

Cambiare il fornitore di energia elettrica o gas è un processo molto semplice. Le persone possono effettuare il cambio in qualsiasi momento e, soprattutto, senza doversi fare carico di costi o disagi.

Una delle principali ragioni per cui il cambio fornitore è così vantaggioso è la completa gestione della pratica internamente, cioè tra vecchio e nuovo operatore. A differenza di altri settori, tipo la telefonia, gli operatori energetici consentono il passaggio a un nuovo fornitore senza vincoli contrattuali. Questo significa che non dovrai preoccuparti di interruzioni del servizio, poiché il cambiamento riguarda solo il soggetto che eroga l’energia in casa, non quello che la produce e la distribuisce a livello locale. Inoltre, il cambio fornitore non richiede la sostituzione del contatore.

Bisogna pagare penali?

Per effettuare il cambio puoi anche procedere direttamente da casa. Tutto ciò che ti servirà è avere a portata di mano i dati anagrafici dell’intestatario del contratto, i dati di contatto, l’IBAN del conto corrente da cui il nuovo fornitore potrà prelevare il pagamento delle bollette (se desideri) e i dati relativi alla tua utenza di energia elettrica. Una volta sottoscritto il contratto con il nuovo operatore, riceverai una comunicazione a conferma dell’avvenuto passaggio.

Nessuna penale è richiesta né dovuta. Questa procedura è assolutamente gratuita. L’unica eccezione può verificarsi nel caso in cui uno dei due fornitori appartenga al mercato tutelato, in questo caso potrebbe essere richiesto il recupero dei costi del bollo, che ammontano a € 16.

Quanto tempo ci vuole?

Il processo di cambio fornitore di energia elettrica segue tempistiche precise per semplificare la gestione dei conteggi e delle fatture. Per prima cosa l’utente sottoscrive il contratto con il nuovo fornitore. A questo punto il vecchio operatore viene tempestivamente avvisato dal nuovo fornitore attraverso una comunicazione scritta.

In genere il preavviso di recesso inizia il primo giorno del mese successivo alla richiesta di cambio. Esattamente un mese dopo, o poco più, il passaggio sarà avvenuto a tutti gli effetti e, soprattutto, senza alcuna interruzione del servizio, sia dal punto di vista dell’erogazione di energia elettrica che da quello della fatturazione. Ciò nonostante è importante tenere a mente che per i clienti business provenienti già dal mercato libero, i tempi potrebbero allungarsi fino a 3 mesi.

Come capire qual è l’offerta giusta?

Per prima cosa cerca di stimare i tuoi consumi energetici e le tue abitudini. Per esempio se i tuoi consumi sono costanti durante il giorno, potresti beneficiare di una tariffa monoraria. Se invece hai picchi di consumo in determinati momenti della giornata, potresti preferire una tariffa a fasce orarie.

Cerca sempre di tener conto non solo del costo dell’energia, ma anche delle eventuali promozioni, sconti o servizi aggiuntivi offerti. Non dimenticare di leggere attentamente le condizioni contrattuali e, soprattutto, assicurati di comprendere tutte le clausole e le tariffe per evitare sorprese sgradevoli. Se hai dubbi puoi sempre consultare l’Atlante del Consumatore, una guida disposta da Arera grazie alla quale troverai le risposte a tutte le tue domande.