La procura di Sciacca ha avanzato la richiesta di due condanne e tre assoluzioni nel processo per la morte di Ignazio Puleo, 72 anni, ingegnere del posto, deceduto il 17 maggio 2019 dopo essere precipitato all’interno della tromba di un ascensore che stava utilizzando per raggiungere un negozio in contrada Seniazza. I cinque imputati sono accusati di omicidio colposo.

Per tre di loro il pm Michele Marrone ha chiesto l’assoluzione. Un anno di reclusione, invece, è stato chiesto per i soci e amministratori della ditta di ascensori. La moglie e la sorella della vittima si sono costituite parte civile rappresentate dall’avvocato Giovanni Vaccaro. La procura di Sciacca, in un primo momento, aveva chiesto l’archiviazione della vicenda ma, in seguito all’opposizione della parte civile, il giudice dispose l’imputazione coatta.


Secondo l’impianto accusatorio, dunque, l’ascensore usato da Puleo non fu oggetto di manutenzione a regola d’arte. L’ingegnere, sempre secondo quanto ricostruito, rimase bloccato nella cabina dopo un blackout e, nel tentativo di guadagnare l’uscita, precipitò da un’altezza di quasi 7 metri. L’uomo si era recato sul posto perchè doveva acquistare un cavetto ma all’interno del punto vendita non sarebbe mai entrato. Non essendo rientrato a casa, però, la moglie, che era assieme a lui per un
periodo di villeggiatura a Sciacca, ha dato l’allarme chiamando la
polizia.