A fronte di un fabbisogno teorico di 16.447 studenti aventi diritto, solo 7.766 risultano
assegnatari di borsa di studio: una copertura che si ferma al 45%. Migliaia di studenti
vengono così esclusi dal sostegno economico proprio nella fase iniziale del percorso
universitario, quella in cui l’aiuto è più determinante. Di fronte a questi numeri, Stato e
Regione devono assumersi le proprie responsabilità e fornire risposte immediate.
«I dati che emergono dagli elenchi sono il sintomo di un sistema sottofinanziato, che non
riesce a garantire un diritto fondamentale come quello allo studio», dichiara Irene Ferrara,
consigliera d’amministrazione dell’ERSU Palermo. «Non possiamo accettare che così tanti
studenti idonei restino senza borsa: servono risorse strutturali e una programmazione
seria».
Dopo la pubblicazione degli elenchi, il 15 dicembre è stato organizzato un sit-in a Piazza
Indipendenza, promosso insieme a diverse realtà associative universitarie, per denunciare
pubblicamente questa situazione insostenibile. La mobilitazione è stata seguita da un
confronto con le forze di opposizione, a cui sono state esposte le criticità che studenti e
studentesse vivono quotidianamente.
«Siamo scesi in piazza perché la figura dell’idoneo non beneficiario è inaccettabile e
deve essere superata definitivamente. Mentre in molte regioni d’Italia questo problema
è stato quasi eliminato, in Sicilia continua a rappresentare una condizione strutturale
che nega il diritto allo studio e produce disuguaglianze», afferma Giovanna Billitteri,
coordinatrice dell’UDU Palermo.
A seguito della mobilitazione, una delegazione studentesca è stata ricevuta presso
l’Assemblea Regionale Siciliana, dove ha portato all’attenzione delle istituzioni un quadro
ormai strutturale: l’altissima percentuale di idonei non beneficiari e l’assenza di un
finanziamento adeguato al diritto allo studio.
«Il tema delle borse di studio non è una questione marginale, ma una priorità politica»,
sottolinea Francesco Cerami, Consigliere Nazionale degli Studenti Universitari. «Senza
investimenti reali nel diritto allo studio, la Sicilia continuerà a perdere studenti, competenze e
futuro. O si finanzia il diritto allo studio, o si condanna un’intera generazione a cercare
altrove ciò che qui non viene garantito».
Nella giornata di ieri, la stessa delegazione ha preso parte anche alla discussione interna al
Parlamento siciliano, dove il tema delle borse di studio è stato centrale nel dibattito.
Il messaggio è chiaro: il diritto allo studio va finanziato. In caso contrario, i giovani
continueranno ad andare via. Via da disservizi, ingiustizie e indifferenza.