A gennaio 2026 sono 34 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 28 in occasione di lavoro (18 in meno rispetto a gennaio 2025) e 6 in itinere (8 in meno rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (5). Seguono: Liguria, Sicilia, Veneto e Lazio (3), Toscana, Campania, Piemonte ed Emilia-Romagna (2), Friuli-Venezia Giulia, Marche e Puglia (1). Non si rilevano vittime nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d’Aosta.
(Nel report il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: I LAVORATORI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI
L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).
A gennaio 2026, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (2,6) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (2,3), seguite dalla fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (1,7).
Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (12 vittime su un totale di 28).


DONNE E INFORTUNI MORTALI A FINE GENNAIO 2026
In totale sono 3 le donne decedute nel 2026 (3 in meno rispetto al 2025). Di queste, 2 hanno perso la vita in occasione di lavoro (2 in meno del 2025) e 1 in itinere (1 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE DOPPIO
Sono 8 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 34: 6 deceduti in occasione di lavoro e 2 in itinere. Dunque, circa una vittima su quattro è straniera. Il rischio di morte sul lavoro, poi, risulta essere più che doppio rispetto a quello per i lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano 2,4 morti ogni milione di occupati, contro l’1,0 degli italiani.

I SETTORI PIÙ COLPITI A GENNAIO 2026
Alla fine di gennaio 2026 i settori più colpiti sono Attività Manifatturiere e Trasporti e Magazzinaggio.

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI DI GENNAIO 2026: IL VENERDÌ E IL MERCOLEDÌ
Il venerdì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a gennaio 2026 (28,6%). Seguito dal mercoledì (25,0%).

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE GENNAIO 2026: IN LIEVE AUMENTO
Le denunce di infortunio totali registrate a fine gennaio 2026 sono 41.905, leggermente in aumento rispetto alle 41.800 di gennaio 2025.
Anche all’inizio del nuovo anno il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (3.658). Seguono: Sanità (2.210), Trasporto e Magazzinaggio (1.869), Commercio (1.866) e Costruzioni (1.725).
A gennaio 2026 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 16.204 (13.176 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 25.701 (delle quali 22.686 in occasione di lavoro).
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 8.603 su 41.905 (circa 1 su 5), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 7.300 su un totale di 35.862 (ancora circa 1 su 5).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.