Via libera alla Cassa integrazione ordinaria per i dipendenti della ditta Ecoface, azienda con sede nell’area industriale tra Campobello di Licata e Ravanusa, specializzata nel recupero di materiali riciclabili.
Lo ha stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) Sicilia, che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Giovanni Puntarello e Luciana Maria Russo dello studio Legalit, ribaltando la precedente decisione del Tar di Palermo che aveva escluso l’azienda dal beneficio.
L’azienda era stata devastata da un grave incendio nel settembre 2025. L’Inps aveva respinto la richiesta di cassa integrazione ritenendo che non fosse stata dimostrata la “non imputabilità” dell’evento. Il Cga, invece, ha accolto le tesi dei legali, affermando che «la mera pendenza di un procedimento penale non può costituire motivo ostativo alla concessione della cassa integrazione».
Il Collegio ha chiarito che, in sede cautelare, non è richiesta una prova piena e definitiva della non imputabilità dell’evento, ma una valutazione ragionevole coerente con la natura stessa della tutela interinale.
Una decisione netta, che corregge l’impostazione del Tar e consente all’azienda di ottenere immediatamente il sostegno economico necessario a tutelare i lavoratori. Grazie all’ordinanza del Cga, una decina di dipendenti dell’Ecoface, in tutto, non rischiano più il licenziamento. Il Consiglio ha infine riconosciuto il grave e irreparabile pregiudizio che l’azienda stava subendo, evidenziando come la Cigo sia uno strumento con finalità “preminentemente sociali e assistenziali”.
Nonostante il contenzioso in atto, l’Ecoface ha continuato in questi mesi di fermo a pagare regolarmente i propri dipendenti.