petrotto-sin-racalmuto1A seguito della chiusura dell’ospedale di Agrigento, si fa presente che l’A.S.L. di Agrigento è in possesso di una struttura, i cui lavori di ristrutturazione e restauro sono stati recentemente ultimati e che sino ad una trentina di anni fa era adibito ad ospedale.
Si tratta dell’ex convento dei Carmelitani di Racalmuto.
Una struttura realizzata in pietra intagliata, risalente al 1500, in ottimo stato di conservazione e che sino ad oggi è stabilmente in piedi dopo mezzo millennio, a differenza del nuovo, si fa per dire, ormai ex ospedale di Agrigento.
Pertanto, è semplicissimo effettuarvi, immediatamente,  il trasferimento di alcuni reparti del San Giovanni Di Dio,   nei  locali che, tra l’altro sono di proprietà dell’Ospedale Barone Lombardo di Canicattì.
Inoltre si fa presente che a ridosso di detta struttura sono presenti ulteriori immobili, facilmente ristrutturabili, sempre di proprietà del Barone Lombardo di Canicattì.
Si tratta di una superficie utile, in totale, di 2500 metri quadri.
  In una situazione di emergenza, qual è quella attuale, crediamo che una soluzione come quella che ho fin qui prospettato, sembra del tutto percorribile, anche perché ci stiamo riferendo ad immobili che sono nella piena disponibilità e di proprietà proprio dell’A.S.L. di Agrigento. 
Peraltro, come ho sottolineato in precedenza, questi locali, non crediamo che possano creare problemi, visto che sono solidi, costruiti con tutti i crismi ed i criteri propri di chi già, 5 secoli fa, forse pensava che nel ventunesimo secolo, avrebbero potuto ancora essere utilizzati.
E forse per queste ragioni sono ancora lì, a sfidare mezzo millennio di storia, sempre disponibili all’uso, malgrado l’abbandono e l’incuria degli uomini, alle prese con la creazione di castelli di sabbia, come l’ospedale San Giovanni Di Dio, destinato a crollare anche con il più labile soffio di vento.