Abbiamo trovato chi ha fatto chiudere l’ospedale di Agrigento. E’ colpa del calcestruzzo depotenziato.
E’ come quando in banca si fregano i tuoi soldi e la banca fallisce. Si dice che è venuta meno la cara esistenza dei tuoi depositi, a causa delle cosiddette sofferenze bancarie. Ormai furti e mancanze, difficilmente si chiamano con il loro reale nome. Se il calcestruzzo andava dosato a 300 ed invece risulta dosato a 100, si dice che trattasi di calcestruzzo depotenziato. Anche a me, recentemente è capitato di avere seri problemi, nel seguire la realizzazione di un’opera pubblica. Non appena auspicavo o chiedevo un controllo, la ditta minacciava di abbandonare il cantiere. Oggi alla luce di quanto è avvenuto in Abruzzo con il terremoto, a Caltanissetta con il crollo dei viadotti ed oggi con l’ospedale di Agrigento, ancor di più bisogna stare attenti.
Se è vero che il cemento contenuto nei pilastri dell’ospedale è un terzo di quello necessario, ma di che cosa stiamo parlando?
Chi se l’assume la responsabilità di tenere aperta una struttura così fragile? E non bisogna essere catastrofisti per rendersi conto che è pressoché impossibile rendere agibili dei locali, costruiti probabilmente solo con la sabbia.
Tranne che, come sostiene ironicamente qualcuno, magari grazie a qualche novello scienziato, si è scoperto che si può fare a meno del cemento. Che i pilastri incriminati, come sostengono gli avvocati che difendono gli imputati, siano soltanto tre, lo speriamo tutti.
Ma, il problema più generale, a parte l’attuale gravissima emergenza ospedale, è che abbiamo scoperto un’Italia intera depotenziata o se preferite volendo usare per una volta il termine giusto, derubata da chi con opere e servizi pubblici e privati, si è arricchito facendoci crollare addosso le strutture in ‘forse cemento e magari disarmato’.
Ma è ancor più disarmato il popolo che, più o meno indegnamente, rappresentiamo e che non crede più a niente e nessuno.
Se volessimo precisare meglio, comunque dovremmo concludere che in mezzo a tanti oppositori di destra e di sinistra, di gente che in entrambe gli schieramenti ‘ci ammoglia lu pani’, opportunisticamente e più o meno giustamente anche il popolo agrigentino ‘a ccù ci duna lu pani ci dici papà’.
Salvatore Petrotto, sindaco di Racalmuto


















