In Italia era finito il Rinascimento.
Ci si avviava verso un lezioso manierismo che, ci avrebbe trascinato verso una lenta ma progressiva decadenza dei costumi e dello stile di vita.
In Francia, a Parigi, cipria, parrucche, cicisbei e bordelli avrebbero finito con il lasciare il posto alla presa della Bastiglia.
Non prima di attraversare un passaggio obbligato: le forche caudine della Dea Ragione.
Parini e poi gli illuministi, avevano già condannato il vuoto lassismo di quanti erano sprofondati in una dorata bambagia.
Eppure la Nobiltà ed il Clero resistono finché possono.
Ma quando scocca l’ora della Rivoluzione, tutto finisce e forse comincia una nuova era.
Chissà adesso se lo stupore, la meraviglia di un mondo che sta per crollarci addosso, nel vero senso della parola, potrà essere a tal punto stupefacente da farci veramente diventare tutti quanti stupefatti?
Sembra di ripiombare in quella settecentesca disputa tra Leibniz e Voltaire, di quando cioè il primo sosteneva che gli uomini vivono nel migliore dei mondi possibili ed il secondo ribatteva agitando lo spettro dei terremoti,dei cataclismi.
Oggi volendo attualizzare questo filosofico ragionamento potremmo riferirci a chi, come Berlusconi sostiene che tutto va bene e chi invece, continua a rimbrottarci, assillandoci con la solita funerea evocazione: ricordati che devi morire.
E’ chiaro che la maggioranza continua a preferire il Cavaliere senza macchia e senza scheletri nell’armadio.
Del resto viviamo in una società decadente, degna di quel tragicomico basso impero che ci fa venire in mente i vezzosi e viziosi Caligola o Nerone.
Oggi, una persone gaudente, simpatica, scialacquatrice, un viveur, insomma, come Silvio Berlusconi, ci incoraggia ad andare sempre più avanti, magari verso il baratro del vizio o della ricchezza sfrenata.
Se poi c’è un terremoto, cade un ponte o un ospedale, abbiamo sempre tempo per distrarci, ‘pi sbariari’, si direbbe in Sicilia.
Non è così!
Basta seguire le gesta più o meno erotiche del nostro premier, per dimenticarsi tutte le angosce esistenziali ed economiche o più in generale non pensare più allo sfascio della nostra Italia!
E’ una fortuna essere guidati in Italia da una persona che riesce sempre a superare qualsiasi difficoltà. pubblica o privata che sia.
Basta organizzare un festino ad Arcore od a Palazzo Grazioli ed il gioco è fatto!
E vai Silvio!
E diciamocelo!
Voglio una vita, spericolata, voglio una vita come Steve Berlusca.
Sesso, droga e rock and roll.
Non è così?
Salvatore Petrotto


















