E’ di questi giorni la notizia data a giornali e tv dalla Commissione Consiliare Provinciale Attività Produttive circa l’approvazione di una nuova programmazione dei suoi lavori ed in particolare della messa in “cantiere” di una manifestazione, da realizzarsi per il rilancio delle realtà minerarie dell’Agrigentino.
Il Presidente Lo Leggio ha chiarito che detta manifestazione avrebbe lo scopo di rivalutare le miniere sia rispetto a nuove possibilità lavorative ma anche a scopi turistico – culturali, con la realizzazione di importanti musei, mostre fotografiche ecc.
E, comunque, questo sarebbe il primo dei tanti appuntamenti da programmare: B E N E !
Una simile volontà dichiarata alla stampa merita alcune riflessioni, partendo dalla consapevolezza collettiva che spetta alla Provincia Regionale farsi cabina di regia dello sviluppo e che gli attori protagonisti sono oltre i Sindaci, gli imprenditori che devono intraprendere con i propri capitali di rischio, (sfruttando il mercato del credito bancario, alla luce anche dei provvedimenti del Ministro Tremonti, i miliardi del POR e così via ) per la formazione di quel parco progetti, indispensabile per potere accedere ai fondi strutturali, ai contratti di programma, ai piani di sviluppo locale.
Il destino del settore chimico minerario che, in questa provincia, darebbe se rilanciato lavoro ad oltre 500 disoccupati, non è strettamente legato alla volubilità o agli alti e bassi del mercato,che ha un presente ed un futuro assicurato dai bisogni dei prodotti in questione, ma a precise scelte di politica industriale del Governo della Regione che mancano, ancora, dopo il riassetto societario e l’assunzione diretta del Governo nella partecipazione maggioritaria in Italkali.
Ad oggi Il Presidente Lombardo, né l’Assessore all’industria, hanno sciolto il nodo che lega l’ipotesi di ricapitalizzazione del pacchetto azionario 51% e del 100% dell’impresa, oppure se dare, corso alla vendita di parte o di tutte le sue quote azionarie.
La CGIL di Agrigento segue con la dovuta attenzione anche le dinamiche politiche del Governo della Regione rispetto al futuro di questa azienda proponendo e promuovendo, come ha fatto nel corso del tempo, insieme alla CISL ed alla UIL iniziative sindacali per l’accelerazione dei processi decisionali prigionieri nel labirinto politico – burocratico della Regione.
In tutti questi tempi travagliati, purtroppo, la Provincia Regionale di Agrigento, malgrado negli anni sia stata chiamata a battere un colpo, si è turata fuori da tutte le iniziative come se fosse contraria agli obiettivi sindacali, condivisi dai Sindaci dei comuni interessati.
Oggi la presa di posizione della Commissione Consiliare Provinciale Attività Produttive appare alla CGIL segno chiaro e positivo che apre una prospettiva nuova di attenzione dell’Ente Provincia sul tema delle miniere.
Sicuramente il tema principale è dare un forte impulso all’attività produttiva con la coltivazione del salgemma e della kainite, ma anche sotto l’aspetto dell’economia del turismo non si partirebbe dall’anno zero.
Difatti a Casteltermini è stato finanziato ed avviato il progetto del parco minerario Cozzo Disi con annessa miniera di zolfo, museo sulla cultura dei lavori e degli attrezzi ed area esterna attrezzata.
Anche Favara, Aragona e Comitini hanno un progetto di utilizzo di rilancio della storia mineraria che va da Ciavolotta, a quelle della famiglia Pirandello.
Così come l’Italkali ha ipotizzato un progetto di valorizzazione multipla della miniera di Realmonte, compatibile con la produzione, indirizzato alla offerta di un centro benessere e fruizione della unica CATTEDRALE del sale al mondo.
Salisburgo è una città la cui economia si poggia sulla miniera di sale!
Mentre qui manca la pianificazione degli interventi finanziari per evitare sprechi e diseconomie per mancanza di selezione dei siti rendendo economicamente produttivo il patrimonio sfruttabile, solo al di fuori dai campanilismi paralizzanti e parassitari .
Da qui l’invito al Presidente D’Orsi, ad Ella, di valutare la messa in agenda un incontro collegiale con il Presidente della Regione o Suo Delegato, il nuovo Presidente dell’Italkali, i Sindaci di Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Realmonte, Racalmuto, Aragona, Comitini e Casteltermini, nonchè le Confederazioni sindacali e l’Associazione degli industriali per una operazione concertativa sul futuro dei siti minerari agrigentini che, evidentemente, chiamano dentro quello di Petralia.
Bene, dunque, ha fatto la Commissione Consiliare, che pure si vorrebbe incontrare, ma la CGIL ritiene che l’azione vada assunta dal livello più alto della Giunta del Governo della Provincia.
















