“Oggi ricordiamo il giudice Antonino Saetta e suo figlio Stefano uccisi in un agguato mafioso. Una vita, quella del giudice, dedicata alla giustizia e all’impegno civile e un attentato così vile che costringono a ricordare che la mafia, anzi le mafie, corrompono e devastano la democrazia di qualsiasi paese”. Sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino, che ha partecipato, a Canicattì, alla cerimonia di commemorazione del giudice Saetta e di suo figlio Stefano, in rappresentanza del governo della Regione.
“Ogni giorno, ciascuno nel proprio ruolo – ha detto Cimino – deve essere parte attiva nell’isolamento di qualsiasi ingerenza criminale nella vita sociale, imprenditoriale e nelle attività della pubblica amministrazione. Deve essere un impegno forte che sia da esempio per i giovani, soprattutto, per quelli che vivono in contesti difficili, in cui le attività criminose e illecite sono diffuse”.
“Ogni azione violenta e di sopruso – ha continuato- deve essere combattuta, giudicata e scontata nella sua pena. Ma la lotta contro il crimine non deve tradursi solo in repressione, ma innanzitutto in prevenzione e recupero. Lo testimonia il progetto intitolato a <<Monsignor Francesco Di Vincenzo>> che ha visto nascere a Caltagirone, uno dei luoghi con alti tassi di delinquenza minorile, un centro di recupero, dove il detenuto partecipa a un programma di reinserimento sociale e spirituale insieme alla sua famiglia”.
“Ritengo – ha concluso l’assessore – che iniziative sociali come questa siano un fatto importante perché danno la possibilità di un riscatto morale. Offrire loro un’opportunità significa avvicinarli ad un percorso diverso da quello del crimine in cui sono abituati a vivere”.


















