venturi1PALERMO – “Dopo 28 anni la Sicilia avrà il piano cave. La sua definizione è ormai prossima ed è stata una delle priorità fin dal momento del mio insediamento”. Lo ha annunciato a Racalmuto l’assessore regionale all’Industria Marco Venturi intervenendo al convegno dal titolo “Lo sviluppo economico in Sicilia”.
“Il piano cave – ha aggiunto – è uno strumento fondamentale per una regione, la Sicilia, che in soli dieci anni è diventata la regione leader nella produzione nazionale lapidea e, nonostante la concorrenza asiatica, esporta all’estero per il 70 per cento e assorbe migliaia di posti di lavoro”.
“Il piano è fondamentale – ha proseguito Venturi – poiché in sua assenza si è purtroppo determinata una enorme discrezionalità in chi deve autorizzare le nuove cave e nello stesso controllo del territorio, e in cui si fa sentire tutto il peso delle lobby dei cavatori e delle ecomafie. Mi sono chiesto più volte perché non si siano mai stati chiesti i certificati antimafia alle imprese che richiedevano l’autorizzazione per l’apertura delle cave”.
Ma, secondo Venturi, per dare nuovo impulso alla crescita economica della Sicilia, occorre attivare “una seria politica degli investimenti creando un modello di sviluppo capace di dare direttrici chiare e comprensibili, sconfiggendo quella sacca di mala burocrazia che ostacola la crescita della Sicilia, e in cui la classe politica abbia una funzione agevolatrice verso i cittadini e le imprese” .
“La grande sfida è rappresentata dall’obiettivo di riuscire a coniugare infrastrutture e sviluppo industriale ridefinendo un modello di sviluppo stabile e duraturo. Dobbiamo però evitare – avverte Venturi – possibili infiltrazioni mafiose e distorsioni del mercato. In questo senso condivido l’allarme lanciato dal vice presidente di Confindustria Agrigento, Pierangela Graceffa, per i contratti che si stipuleranno fra i general contractor, i “subaffidatari” e i subappaltatori. In un territorio come la Sicilia, pervaso dalla criminalità organizzata, la realizzazione delle infrastrutture strategiche può rappresentare un grande affare per le famiglie mafiose. Come assessore chiederò un confronto con la giunta regionale, il governo nazionale e le associazioni di categoria per garantire più controlli nell’assegnazione dei lavori ai “subaffidatari” e ai subappaltatori. In particolare nella zona di Agrigento, dove si sta realizzando il cantiere per il raddoppio della 640 Agrigento-Caltanissetta e partirà a breve la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle le istituzioni, la magistratura, le forze dell’ordine e le associazioni di categoria devono vigilare affinché non ci siano infiltrazioni mafiose”.

Salvatore Wladimir Pantaleone