Lo scorso mese di maggio a Catania i Giovani imprenditori di Confindustria, con in testa il presidente Federica Guidi, avevano chiesto al governo nazionale un ‘piano Marshall’ capace di fare superare al Mezzogiorno d’Italia la grave crisi economica e il gap infrastrutturale che ne frena lo sviluppo. Nel corso del convegno annuale di Capri del 30 e 31 ottobre prossimi, sul tema ‘Mediterraneo: dall’Europa al Golfo, la rotta verso nuovi orizzonti’, i Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia ribadiranno al governo che non può avere in agenda solo l’Expo di Milano e le sia pure gravi emergenze nazionali. Anche lo sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno è un’emergenza nazionale, da cui dipende la possibilità di intraprendere un percorso di ripresa economica del Paese”.
Lo dichiarano Gianluca Gemelli e Giorgio Cappello, rispettivamente vicepresidente nazionale e presidente siciliano dei Giovani imprenditori di Confindustria, i quali individuano nelle economie del Mediterraneo l’unica vera meta su cui le imprese del Sud Italia possano puntare con forti capacità competitive, purché la Sicilia diventi un “hub logistico in zona franca” per intercettare e lavorare le materie prime in transito da destinare ai mercati europei.
“Per noi imprenditori del Sud Italia – dicono Gemelli e Cappello – la ‘Cina’ possibile è la Riva Sud del Mediterraneo. Abbiamo però bisogno di una politica economica nazionale che ci accompagni e sostenga, per non perdere questa opportunità verso la quale siamo già in ritardo. Infatti, queste economie in rapida ascesa e dotate di grandi potenzialità nella ricerca e nell’innovazione sono già da tempo oggetto di interesse dei fondi dell’Est Asiatico alla ricerca di nuove aree di investimento”.
“Confindustria Sicilia – osservano Gemelli e Cappello – con le sole forze dei suoi imprenditori ha già stretto importanti accordi economici con la Foi (la Confindustria maltese), e con i governi di Malta, Egitto, Tunisia e Marocco, che condividono con noi l’esigenza di un progetto di crescita integrato fra le società multiculturali che si affacciano al Bacino per dare vita ad uno sviluppo comune. Tant’è che il ministro dell’Industria, del Commercio e delle Nuove tecnologie del Marocco, Ahmed Reda Chami, sabato parteciperà su nostro invito alla prima sessione dei lavori di Capri. Forti di queste esperienze, aderiremo con entusiasmo alla proposta di un Comitato dei Giovani imprenditori del Mediterraneo. Ma i governi del Sud del Mediterraneo e i nostri partner esteri ci obiettano che i collegamenti diretti sono carenti o inesistenti e che agli alti costi di trasporto si aggiungono quelli proibitivi del regime fiscale e del lavoro”.
“L’innovativo progetto di Confindustria – concludono Gemelli e Cappello – che – basandosi su integrazione sostenibile, sostenibilità ambientale, governance locale e mobilità di persone e merci – pone la Sicilia come testa di ponte di un Mezzogiorno produttivo lanciato verso i Paesi rivieraschi, ha bisogno di essere sostenuto dal governo con una adeguata dotazione di infrastrutture, con norme eccezionali sul costo del lavoro e sul piano fiscale che rendano competitive le nostre aziende, con incentivi per investire sulle risorse umane e sull’innovazione tecnologica. Il complesso progetto di riforme in atto (federalismo, burocrazia, mercato del lavoro) deve coinvolgere le Regioni e il sistema del credito, non ultima la futura Banca del Mezzogiorno. Le risorse dei fondi strutturali e dei fondi Fas devono potere essere impiegate con una vera progettualità infrastrutturale. E’ stata proprio la carenza progettuale del passato a vanificare un impiego virtuoso delle risorse”.












