vaccarocorbociliaOggi scopro che sono stato querelato per procurato allarme.

io sono un canicattinese e figlio di questa terra, non sono le querele che possono fermarmi davanti a tanta ipocrisia  e menefreghismo rispetto a chi si deve prodigare per fare funzionare tutto.
Io sono dalla parte della gente non mi fermerà niente e nessuno.
Sono orgoglioso di dire sempre la verità, per questo oggi vengo denunciato.
LO dimostra il documento che vi allego e che vi prego di pubblicare, la mia è una missione.


A giorni lancerò una petizione “Pro ACQUA PULITA” chi vorrà aderire potra farlo anche attraverso messaggio email al seguente indirizzo carmelo-vaccaro@alice.it

Carmelo Vaccaro
Consigliere Comunale
“Lista Canicatti Futuro”

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Con la presente i sottoscritti Consiglieri Comunali osservano quanto segue:

– Che con nota del 13 ottobre 2009 a firma del Consigliere Carmelo Vaccaro veniva segnalata la presenza di sostanze inquinanti nell’acqua distribuita alla cittadinanza canicattinese dalla Girgentiacque, invitando il Sindaco Rag. Vincenzo Corbo ad adottare ogni iniziativa utile a salvaguardia della salute dei cittadini e nel contempo a riferire, sulla vicenda, in Consiglio Comunale;
A distanza di circa una settimana, il Sindaco, su precisa comunicazione del’ASP di Agrigento e dalla Girgentiacque spa, limitava, con ordinanza sindacale, l’uso dell’acqua distribuita e precisamente cosi come riportato in ordinanza:
“,” Fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di potabilità si dispone di inibire l’uso dell’acqua ai fini potabili, e di mantenere l’erogazione idrica, necessaria ed indispensabile, ai soli fini non potabili per le normali esigenze della pubblica cittadinanza fino a quando l’ente gestore e quello fornitore non normalizzeranno i valori dei parametri previsti ricercando le cause che hanno prodotto tale non conformità e ad adottare provvedimenti idonei a riportare i valori di manganese entro i limiti previsti dal D.Lgs 31/01″.

– Seppur sollecitato, a rendere pubblica la sua determinazione sulla esigenza di emettere una ordinanza, il Sindaco minimizzando l’accaduto non informava con chiarezza sulla vicenda, l’intera cittadinanza;

– in data 6/11/2009 con propria ordinanza ( n. 206) il Sindaco, nel tentativo di voler chiarire meglio sul come poteva essere utilizzata l’acqua erogata reiterava la precedente ordinanza, aggiungendo, rispetto alla prima che l’acqua seppur non potabile poteva in qualche modo essere utilizzata previa ebollizione. Il tutto, rendeva ancor di più diffidente la cittadinanza, consapevole del fatto che il manganese essendo un metallo, non poteva in termini assoluti sciogliersi o comunque bloccare ogni tipo di effetto negativo o positivo con la semplice ebollizione;

– il Sindaco, invitato nella seduta del Consiglio Comunale straordinario indetto proprio sul problema dell’acqua, alla presenza del Presidente del Consorzio Tre Sorgenti, un Assessore e due Consiglieri Provinciali, (erano assenti GIRGENTI ACQUE, L’ASP, SICILIACQUE), dopo ampia discussione, e comunque prima di abbandonare l’aula, svolazzava un foglio dell’ASP gridando che tutto si era risolto e che l’acqua fornita da lì a qualche giorno sarebbe tornata a scorrere nei rubinetti dei cittadini in maniera limpida e trasparente.
La lettere dell’ASP per correttezza riportava gli esiti delle analisi effettuate dalla Siciliacque sul potabilizzatore del Fanaco, e pertanto l’ASP dichiarava, sempre nella nota, che l’acqua poteva essere fornita in quanto i valori erano rientrati nella norma;

– Con successivo nota la Siciliacque comunicava che:
o l’interruzione del servizio di erogazione dal Fanaco in quanto i valori del manganese erano nuovamente sbalzati oltre i limiti assentiti;
o nel contempo veniva accertato al partitore di c.da Reda di Canicattì che l’acqua presentava un alto tasso di torbidità, un dato fornito dal Consorzio Tre Sorgenti;
o che solo attraverso un serie di analisi accertava che l’acqua diventava torbida solo ed esclusivamente nella zona del partitore di Canicatti, (qui avviene la miscelazione dell’acqua fornita dal Tre Sorgenti con quella fornita dal Fanaco) mentre la stessa acqua del Tre Sorgenti analizzata all’ingresso ed all’uscita del partitore di Grotte ed in contrada Aquilata si presentava limpida e potabile ( così come documentato ed accertato dalle analisi effettuate dal Consorzio Tre Sorgenti);
o la questione diventa inquietante quando si scopre, da una nota che la Siciliacque riprende l’erogazione dell’acqua dopo circa 18 ore, dalla nota prima citata che comunicava l’interruzione, senza avvisare nessuna istituzione;
– Successivamente una delegazione del consiglio Comunale di Canicattì, partecipa al Consiglio Comunale Straordinario del Comune di Mussomeli; in quella riunione oltre a partecipare tutti i Sindaci del Nisseno interessati al problema erano presenti:
 i rappresentati dell’ASP di Caltanissetta ed Agrigento;
 Siciliacque ed il gestore del servizio idrico Caltacque.
Solo in questa circostanza gli unici a rappresentare il Comune di Canicattì, e precisamente i Consiglieri Comunali Cilia e Vaccaro, hanno potuto interrogare sulla vicenda i diretti interessati, e molto amareggiati hanno potuto accertare che tutte i rappresentati delle varie comunità presenti si mostravano in tutte le sfaccettature istituzionali uniti in un unico obiettivo e cioè quello di voler risolto il problema senza appalesare alcuna divisione.
Dalla riunione venivano fuori incomprensibili valutazioni tecniche della Siciliacque, arroccata su posizioni di regolare correttezza sulla loro gestione, ma nel contempo seppur consapevole del problema manganese finiva col dire che in 20 giorni il problema sarebbe stato risolto senza assumere impegni su qualsiasi forma di misura compensativa al danno procurato ai cittadini;

– Su iniziativa del Presidente del Consiglio Comunale di Canicatti, una delegazione di Consiglieri Comunali di questo Comune veniva ricevuta da S.E. il Prefetto di Agrigento, al fine di chiedere un intervento di quest’ultimo, vista la totale assenza di notizie da parte di tutte le istituzione, più volte sollecitate, per conoscere in via definitiva tutta la verità sulla questione.
Il Prefetto licenziava la delegazione anticipando che sarebbe stata convocata una conferenza di servizi con le varie istituzioni interessate al fine di acquisire dati precisi sulla vicenda e conseguentemente trovare soluzioni sui vari problemi esposti dalla delegazione.

– da notizie di stampa si apprende che su invito di S.E. il Prefetto di Agrigento si è tenuto un incontro presso la Prefettura alla presenza di tutti i Sindaci dei comuni interessati, dell’ASP, Girgentiacque e Siciliacque.
A seguito della riunione ed attraverso le dichiarazioni rese alla stampa si veniva a conoscenza che dalle analisi effettuate dal competente ufficio dell’ASP, l’acqua fornita dalla Siciliacque è tornata entro i limiti organolettici stabiliti dalla legge e che pertanto i Sindaci potevano immediatamente revocare le ordinanze emesse che ne limitavano l’uso. Sempre dalla dichiarazione del responsabile ASP, rese pubbliche in un intervista a conclusione della riunione, quest’ultimo affermava che l’acqua erogata, anche durante la vigenza delle ordinanze dei Sindaci, non avrebbe comportato danni alla salute dei cittadini anche se la quantità di manganese in essa contenuta era superiore ai limiti imposti; a conclusione della dichiarazione pubblica sempre resa dal Dott. Salvatore Cuffaro, responsabile dell’ASP, si affermava che l’ASP non ha mai dichiarato che l’acqua presentava elementi di tossicità, e che contrariamente si affermava che l’acqua presentava un certo grado di torbidità unitamente alla presenza di manganese oltre i limiti suggeriti.
Per tutto quanto precede al fine di informare correttamente la popolazione
– esaminate le circostanze e i modi gestionali del problema che a tutt’oggi non si appalesano chiari all’opinione pubblica;

– preso atto che i molteplici interrogativi posti ai diretti e diversi organi istituzionali rimangono a tutt’oggi privi di risposta;

– tenuto conto dell’ordinanza del Sindaco di Canicattì con la quale dichiara potabile l’acqua che viene distribuita dalla Girgentiacque spa;

– considerato che a tutt’oggi l’amministrazione attiva non ha posto in essere nessuna iniziativa nei confronti della Girgentiacque in ordine alle misure compensative necessarie per risarcire la comunità dei danni arrecati;

– Preso atto che è necessario tutelare tutti i cittadini, dai danni che possono derivare da una maldestra gestione del servizio;

Si invita il Signor Sindaco

a voler immediatamente informare la cittadinanza per il tramite del Consiglio Comunale su quanto segue:

a) sugli esiti dei vari incontri avuti con le sopra citate istituzioni;

b) di fornire e rendere pubbliche le risultanze delle analisi batteriologiche e tossicologiche effettuate da parte degli organi preposti durante tutto il periodo interessato;
c) di conoscere quali iniziative ha assunto in ordine ai controlli da effettuare sull’acqua distribuita da Girgentiacque;

d) quali ipotesi di misure compensative ha concordato con la Girgentiacque per risarcire il danno subito dalla comunità.
Vista la delicatezza della vicenda si chiede al Presidente del Consiglio di voler con urgenza fissare una data per la seduta consiliare entro la quale il Signor Sindaco potrà e dovrà fornire gli atti e le informazioni prima citati.

f.to Luigi Cilia
f.to Carmelo Vaccaro