limoli-lombardo“Accertare se le nomine dei dirigenti generali esterni siano state illegittime o illegali e, eventualmente, provvedere alla quantificazione dell’entità del danno cagionato”. È questo il succo dell’impegnativa per il Governo regionale con la quale si chiude la mozione depositata oggi dall’onorevole Pippo Limoli.
Il deputato all’Ars del Pdl chiederà in Aula anche il voto a che “il Governo siciliano provveda all’individuazione delle responsabilità, nei diversi profili configurabili, in capo ai soggetti che li hanno posti in essere e/o consentiti”. E, sul caso, Limoli ha anche trasmesso un esposto al presidente delle Sezioni riunite e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Nella sintesi, Pippo Limoli espone una serie di inadempienze e violazioni a varie norme di legge, perpetrate nelle nomine dei dirigenti generali, deliberate il 29 dicembre e ratificate il 17 gennaio “proprio mentre – spiega il deputato catanese – il presidente Lombardo aveva momentaneamente riassunto la titolarità di dieci deleghe su dodici. In pratica, è stata una palese, e premeditata?, violazione della procedura prevista: gli assessori, in quei giorni senza delega, non hanno esercitato il diritto di esprimere parere né tanto meno di scegliere i propri dirigenti generali, come invece prevede il comma 4 dell’art.9 della lr del 15 maggio 2000”. E tutto ciò, secondo Limoli, costituisce un “pericoloso precedente di alterazione del riparto di competenze”. Come dire, un non legittimo accentramento di potere decisionale.
Il comma 8 della stessa legge, poi, stabilisce il limite del 30% dell’organico per quanto riguarda le nomine di esterni, a patto che questi, curricula alla mano, dimostrino di averne i requisiti e si sia in presenza di “specifiche e comprovate esigenze di interesse pubblico”. Quindi, tenendo conto del tetto stabilito, le nomine di esterni avrebbero dovuto essere non più di otto e, gli stessi nominati – secondo esposto e mozione depositati da Limoli – non sembrano in possesso dei requisiti indispensabili; sulle comprovate esigenze, si chiede di verificare.
Infine, sottolineando che su questa procedura troppo sommaria sia stata chiesta una valutazione a una “non ben definita terna di saggi” in chiaro conflitto di interessi poiché costituita da dirigenti regionali , fra i quali un componente dell’ufficio legislativo e legale direttamente interessato alla problematica, Pippo Limoli rimarca che “se tali illegittimità dovessero essere accertate, gli amministratori non adempienti siano ritenuti responsabili anche del grave danno di natura economica che ricade, comunque, a carico della collettività, della Sicilia e dei suoi cittadini”.
Palermo, 28/01/10