Consentitemi un umile sfogo di rabbia ed orgoglio, in scia alla Fallaci come un’umile macchina artigianale, quasi da altri tempi, in scia ad una Ferrari: grande grinta di correre a prescindere dal motore, coraggio di mettersi in discussione ed esternare il proprio pensiero…
Rabbia ed orgoglio che si accomunano dall’essere donna, con l’istinto di generare fisicamente, idealmente o fattivamente (anche politicamente) il domani; la rabbia e l’orgoglio che nascono da valori forti ed ideali sentiti su temi apparentemente antichi, ma sempre moderni come tutto ciò che è vita ed istinto di vita. La rabbia e l’orgoglio di un’identità sentita ciò che accomuna.
Qui in particolare l’orgoglio dell’appartenenza ad un’identità nazione, ad una forte identità siciliana, ad una famiglia (con i suoi pregi ed i suoi difetti, come tutte, ma basata inequivocabilmente sul diritto naturale), ad un modo di vivere e di vedere la vita che, a prescindere dal momento storico e dalle sue esternazioni contingenti politiche, si definisce “di Destra”.
Una vita dedicata, giorno dopo giorno, più o meno in silenzio, a cercare di portare un piccolo ed umile valore aggiunto nella società, affinché dal confronto ed anche dallo scontro con l’altro modo di vedere la vita, comunque ne esca una società migliore, un futuro migliore, anche un semplice cambiamento che traspare da piccole cose.
E la rabbia. La rabbia di vedere che da questa parte non si comprende a volte la grande responsabilità di un momento storico che ci potrebbe vedere incisori della realtà, di una possibile “autostrada per la politica di destra”; la rabbia invece dell’imbocco voluto di una strada provinciale, che ha più curve e che quindi garantisce minori possibilità di sorpasso a tutela di chi gode di posizioni acquisite nei confronti di chi crede di più nella “politica del fare”.
La rabbia di una Destra di governo che in piccola parte eccelle, ma spesso sul territorio non è di qualità; la cecità di energie spese inutilmente all’interno e del posizionamento della persona meno scomoda, quindi più mediocre, nel posto più scomodo ma in maniera diametralmente opposta quello più di responsabilità.
Questa Destra oggi non mi piace; non è sicura della propria identità e non segue l’unica vera bussola della sua politica che è quella del volare alto. Per certi versi si è realizzata l’utopia delle sinistre: al potere, tranne pochi, si è tutti uguali; nei Parlamenti numeri per alzare la mano, o schiacciare i bottoni, o al massimo, nel più eclatante dei casi, per fare audience, quasi spettacolo.
Non è la Politica con la “P” maiuscola in cui si è sempre creduto, parola di una giovane dirigente.
Ho iniziato per passione. Mi sono chiusa in un bozzolo (la scuola di partito); mi sono formata dal punto di vista giuridico-economico-culturale, è servito ma bisognava andare oltre; la politica del territorio: il confronto, i numeri, la rappresentanza… non bastava; il servizio alla gente: la risoluzione di piccoli e grandi problemi, l’informazione, l’ascolto e la presenza continua.
Sempre più per gli altri, ma, paradossalmente, sempre più in un bozzolo. Ora basta!
Anch’io sono tornata alla passione civile esternata, come la Fallaci; d’istinto ma con amore. Credo troppo nell’identità del singolo Uomo, credo troppo che il migliore dei mondi possibili nasca dal confronto, credo nella fedeltà ad un ideale che non si tramuti nell’appiattimento della fedeltà esternata per alzata di mano.
Credo nell’Uomo, vero, vivo, pensante, parlante, capace di provare sentimenti forti: rabbia, orgoglio, passione, ma soprattutto capace del coraggio di essere se stesso.
Quando ho scritto queste due righe, in un altro momento e spinta da altro motivo, non ho diffuso questo mio pensiero perché dire certe cose, si sa, può anche bruciare un soggetto politico!
Non m’importa, sarebbe storia vecchia, direi quasi da medioevo, quando una donna pensante passava al rogo come le streghe.
La constatazione più brutta è che il medioevo sta quasi per tornare; non quello della cultura e dell’incubazione della rinascita, bensì quello dell’omologazione e del silenzio. A questo io non voglio prendere parte!
Sono e sarò sempre una donna libera, che crede, sogna e lavora per una grande autostrada. Naturalmente di Destra.
Anna Sciangula
















