Quante volte abbiamo sentito parlare del rapporto tra giovani e politica; quante volte abbiamo sentito parlare di una “cronica disaffezione” dei giovani verso la politica? Tantissime. Di giovani in politica, invece, ce ne sono un bel po’, lo abbiamo visto anche alle recenti elezioni comunali. Il problema è un altro: nella gran parte dei casi è il modo fare politica che non è cambiato. Cambiano i volti, cambiano i nomi, ma i metodi sono rimasti sempre uguali.

Metodi, appunto, che non possiamo più permetterci. Manca la programmazione, mancano i progetti di sviluppo. La provincia di Agrigento, ad esempio, detiene il record italiano di spesa per consulenze (vedi ultimo rapporto della Corte dei Conti). Ha speso più della provincia di Milano o Roma, per intenderci. Una sproporzione inaccettabile. Il Governo, con la finanziaria approvata in questi giorni, è intervenuto tagliando dell’ottanta per cento la spesa per consulenze degli enti locali, mettendo la parola fine a questo circolo vizioso.


Ma non è finita qui. Si progetta, giustamente, l’aeroporto di Piano Romano a Licata per incentivare il turismo, ma poi le nostre città rimangono colme di rifiuti, prive di acqua, abbandonate all’incuria, con strade dissestate e tanto altro ancora.

L’imminente federalismo, poi, metterà a nudo tutte le contraddizioni della Sicilia e del Mezzogiorno in generale. E meno male! La maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali porterà sicuramente grossi vantaggi. Avremo ancor più bisogno di amministratori capaci e preparati che sappiano amministrare nel migliore dei modi le risorse a disposizione.

E noi giovani? Noi, appunto, paghiamo il prezzo più alto (ottocentomila giovani emigrano verso il Nord del paese ogni anno..) Possiamo ancora rimanere con le mani in mano? No. Serve un cambio di mentalità. Dobbiamo partecipare attivamente alla vita politica per difendere il nostro futuro.

Noi del Circolo Paolo Borsellino ci stiamo provando. Un circolo composto da ragazzi e ragazze che non cercano risposte dalla politica, ma sono lì per un semplice motivo: amano il loro territorio e cercano le soluzioni più dirette, più concrete per risolverne i problemi e creare occasioni di sviluppo.

Un esempio è la recente proposta, portata avanti in consiglio comunale, con la solita grinta ed entusiasmo, dal nostro presidente Gero Drago, che prevede la possibilità, per ristoranti, pub o bar, di realizzare gazebo esterni, entro limiti stabiliti, per ampliare e migliorare i servizi offerti. Altre proposte come la costituzione di una Zona a Burocrazia Zero a Canicattì, per incentivare la nascita di nuove imprese, oppure la nascita di una Rete di Imprese, che consenta lo sviluppo e il rilancio del settore agricolo e vitivinicolo, possono essere portate avanti anche grazie al vostro contributo. Piccole cose che possono diventare realtà e far parte di un nuovo grande e ambizioso progetto: il Progetto per Canicattì.

Pietro M. Giorgio