“Quando il sacerdote e il parroco non sono solo un insieme di pratiche di culto, ma diventano un ideale di comportamento quotidiano, di missione, di evangelizzazione. Monsignor Giuseppe Favara, vostro parroco per tanti anni, ha lasciato dentro di voi un santuario di fede, di carità e di ideali cristiani, ma anche i due sacerdoti missionari padre Luciano Aletta e padre Aldo Vinci hanno contribuito in terre lontane a concretizzare l’amore di Cristo per il su popolo. Oggi se siamo qui con questa chiesta gremita Monsignor Favara ha costruito una comunità viva”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa Monsignor Salvatore Pappalardo a chiusura della conferenza dibattito sulla figura e sulle opere di “Monsignor Giuseppe Favara, uomo di Dio, sacerdote in eterno” che si è tenuta , venerdì sera, all’interno della chiesa Madre di Carlentini.
L’iniziativa promossa e organizzata dalla presidenza parrocchiale dell’Azione Cattolica è sostenuta dalla parrocchia Immacolata Concenzione, per commemorare il 5 anniversario della morte di monsignor Giuseppe Favara, arciprete parroco della Chiesa Madre per 44 anni e sacerdote per 64 anni. La conferenza dibattito è stata inserita a conclusione delle celebrazione dell’anno sacerdotale indetto dal Papa Benedetto XVI.
La conferenza dibattito, moderata dal giornalista Salvatore Di Salvo, consigliere regionale dell’Ucsi, è stata aperta con il canto madonna delle Grazie scritto da Monsignor Favara e musicato da don Ambrogio Giuffrida, eseguito dal coro parrocchiale e dai saluti del presidente parrocchiale dell’Azione cattolica, prof.re Alfio Castro che ha sottolineato le finalità dell’incontro e l’obiettivo di commemorare la figura del parroco Favara che per tanti anni ha formato generazioni di carlentinese. “L’Azione cattolica della chiesa Madre ha promosso la stesura della biografia dell’arciprete Parroco Monsignore Giuseppe Favara. Opera pregevole e provvidenziale –ha detto il presidente di Ac, Alfio Castro – curata con stile sobrio ed elegante dalla professoressa Enza Cicero, per averci fatto ricordare, attraverso le sue parole, il ‘respiro’ del nostro parroco.Don Giuseppe Favara ha guidato questa comunità parrocchiale con zelo e umanità, curando la formazione cristiana delle “anime” che a lui sono state affidate dalla Divina Provvidenza”. Poi la relazione dell’arciprete parroco don Salvatore Caramagno sull’immagine di un prete, grazie ad alcune icone neotestamentarie per scoprire il vero volto del sacerdote. “Il sacerdote è un seminatore di speranza –ha detto don Caramagno – un pescatore, un viticultore, un missionario,un apostolo, un servo, un amministratore fedele, un pastore. Icone che possono racchiudere la missione del sacerdote”.
Poi l’intervento della professoressa Enza Cicero che ha raccolto in un volume la biografia di Monsignor Favara “cercando di custodirne la memoria attraverso i tratti della sua personalità”. La figura padre Favara è stata presentata con una carrellata di notizie che hanno messo in evidenza le straordinarie capacità dell’uomo e del sacerdote che per 64 anni ha annunciato la fedeltà a Cristo, alla Madonna e alla Chiesa e per 44 anni è stato il parroco che ha costruito in ogni bambini, giovane e adulto che si è avvicinato a lui “un santuario della fede” trasmettendogli l’amore per Cristo, per la Madonna e per la Chiesa.
Durante la conferenza dibattito sono state presentate, dal giornalista Silvio Breci, le figure e le opere di due sacerdote missionari del Pime (Pontificio Istituto Missione Estere) in America e in Cina: padre Luciano Aletta e Padre Aldo Vinci, pubblicate nell’ottobre del 2004 in un volume dal titolo “Sedotti dal Signore” edito dalla Biblioteca Alagoniana di Siracusa. Il giornalista Breci ha ricordato come i due missionari erano i legati a Monsignor Giuseppe Favara. Padre Luciano Aletta è stato sempre sostenuto nella carità e nel sostegno morale da padre Favara, mentre incoraggio la mamma di padre Aldo Vinci ad assecondare al figlio che voleva entrare in seminario.
Alla presentazione della figura e delle opere di Monsignor Favara tantissimi gli amici che hanno voluto partecipare all’incontro. Tra i quali monsignor Giuseppe Greco, già vicario generale dell’Arcidiocesi, monsignor Alfio Inserra, direttore del settimanale “Cammino”, il giudice Gabriele Alicata, il cavaliere Giuseppe Caggia, già comandante della stazione dei Carabinieri di Carlentini, Monsignor Giovanni Maria Sortino, parroco della chiesa Sant’Anna e vice parroco negli anni 50, padre Nino Leone, don Alfio Gibilisco, ultimo sacerdote carlentinese, la cui vocazione venne sostenuta da monsignor Favara, padre Gaudenzio Gianninoto, il professore Gaetano Gimmillaro. E poi ancora Giuseppe Jurato, titolare di una società di autoservizi, a cui padre Favara da 40 anni si è servito per organizzare pellegrinaggi in tutti i luoghi mariani dell’Italia e non, e tantissimi amici e soci dell’Azione Cattolica e rappresentanti del gruppi ecclesiali di Carlentini e Lentini.
Poi le testimonianze di Monsignor Alfio Inserra, del professore Gaetano Gimmillaro e di Luciano Cosentino, presidente della Deputazione dei festeggiamenti in onore di Santa Lucia
Una bella manifestazione che ha dato il giusto tributo ad un carlentinese d’eccellenza.


















