Erano accusati di aver smaltito vernici e altro materiale pericoloso per la salute senza tenere conto delle norme legislative in materia. Per questo motivo i titolari di una carrozzeria di Canicattì sono finiti sotto processo. Ieri, nell’aula penale della sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il giudice monocratico Luca D’Addario ha assolto, Giuseppe Curtopelle, Antonio e Davide Calabrò, tutti di Canicattì, perché il fatto non sussiste. I fatti si riferiscono ad alcuni anni addietro. I tre erano accusati di aver operato all’interno dei locali destinati a carrozzeria senza avere le necessarie autorizzazioni per lo smaltimento delle emissioni tossiche derivanti dalla loro attività di verniciatura e altro. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero violato le norme di legge che prevedono particolari precauzioni nell’utilizzo di materiale potenzialmente cancerogeno. A seguito di queste accuse gli imputati finirono in guai giudiziari. La difesa è riuscita a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti contestati ai suoi assistiti producendo un’adeguata documentazione che ha consentito di ottenere l’assoluzione con formula ampiamente liberatoria. Dopo alcune udienze, la conclusione del processo. Il giudice D’Addario, dopo la consueta camera di consiglio, ha emesso il dispositivo contenente la sentenza di assoluzione che scagiona da ogni accusa i tre carrozzieri canicattinesi.












