Alcuni giorni fa ci eravamo occupati dell’incredibile storia di una ragazza di Canicattì, messa sul lastrico da una serie di eventi negativi, una storia che ci ha colpiti particolarmente e ci ha portati a mobilitarci per cercare di aiutarla a trovare una soluzione ai suoi problemi.

La ragazza, Maria ( usiamo un nome di fantasia per non ledere la dignità della donna) nonostante abbia chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune non ha ancora ricevuto risposta, è sposata con tre figli ha perso da poco il padre che era la sua figura di riferimento e non riesce a trovare lavoro nonostante abbia bussato a diverse porte. A quanto ci racconta, il marito si trova agli arresti domiciliari .


La ragazza aveva concluso il suo appello dicendo che era disposta ad un gesto estremo, come quello di vendere un rene, pur di riuscire a mantenere la sua famiglia in modo dignitoso e soprattutto nell’assoluta legalità.

A distanza di alcuni giorni da quell’accorato appello, arriva la solidarietà sociale concreta, non solo parole. La città si mobilità e l’aiuto arriva da un gruppo di privati cittadini e da una neonata associazione “Intesa per Canicattì” che ha fatto un gesto di solidarietà acquistando dei generi di prima necessità da consegnare alla donna.

“Abbiamo pensato di aiutare una famiglia in difficoltà socio-economica, per regalare un momento felice anche a chi non ha potuto godere appieno delle festività natalizie – ha spiegato il responsabile del dipartimento “Fare beneficenza e null’altro” dell’associazione Intesa per Canicattì – per dare a chi è bisognoso le nostre stesse opportunità”.

Una spesa di solidarietà, che ha coinvolto non solo i membri del dipartimento ma anche il nostro sito e il quotidiano La Sicilia che si è interessato del problema dando ampio risalto alla notizia.

Chi volesse contribuire ad aiutare questa famiglia in difficoltà può scrivere all’indirizzo mail redazione@canicattiweb.com.

“ Sinceramente non mi aspettavo nessun gesto di solidarietà – commenta la protagonista della storia – perché finora ho trovato sempre porte chiuse, soprattutto da parte delle istituzioni che avrebbero l’obbligo di aiutare chi si trova in queste situazioni. Non mi aspettavo di trovare uno spiraglio di aiuto da parte di privati, soprattutto in questo momento di crisi economica che spinge tutti ad essere egoisti per necessità. Sono rimasta commossa da questo gesto che apprezzo moltissimo e ringrazio pubblicamente tutti coloro che si sono attivati per dimostrarmi la loro vicinanza”.