Nella sua tragicomica lettera agli agrigentini, Zambuto descrive la situazione tipica della circonvenzione di incapace. L’incapace in questione sarebbe lui medesimo. Poiché noi non crediamo che Zambuto sia incapace pensiamo che sia semplicemente un bugiardo. La bugia è questa: dice di essersi allontanato dal Pdl perché non ha avuto risposte per Agrigento ed invece si è allontanato perché non ha avuto risposte per sé; più specificamente la candidatura in posizione di certezza alla camera o alla regione. Tale promessa l’ha ricevuta dall’Udc ed è andato lì fregandosene di Agrigento. Dunque: se si voterà alla camera o alle regionali prima che per il comune di Agrigento, Zambuto si dimetterà da sindaco e si candiderà. Se, viceversa, si voterà prima per il comune e poi per le politiche e le regionali, Zambuto proverà a farsi rieleggere sindaco per dimettersi subito dopo e ricandidarsi a Roma o a Palermo. Bisognerà a quel punto vedere se gli agrigentini riconfermeranno un sindaco che usa Agrigento, che si serve, della città per la propria carriera e per i propri interessi politici. Secondo noi no. E la prima avvisaglia Zambuto la trova su Il Sole 24 Ore di ieri che rileva come in un anno abbia perso nei sondaggi più di 8 punti percentuali. Un appello a Zambuto: lavora per Agrigento perché a quello sei stato chiamato. La nostra città non ha bisogno né di un carrierista, né di un chiacchierone e neanche di un piagnucolone. Ha bisogno di un sindaco onesto, operoso, lavoratore e bravo. Se sarai così, poi farai anche la tua agognata carriera parlamentare.

On. Vincenzo Fontana Roma 11.01.2011