Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un nostro lettore che ha voluto trattare un argomento di grande attualità in questo momento. Abbiato ritenuto l’articolo pregnate di significato e scritto con il cuore. Di certo potrà dare occasione di riflessione e tanti contributi da parte vostra.


Il voto… che magica parola. Io ti voto!!!

Mi voti? Ma quanti voti hai?

Quello ha un sacco di voti…..

In base a socchi mi duna iu ci dugnu ‘u votu.

Nu na datu nenti picchi cia dari u votu?

Mi sistima a me figliu ci dugnu u voti.

Mava a fari travagliari io e a me famiglia ci damu u votu.

A chistu mancu si mori, pensa sempri e fatticeddriso.

Ti staiu dicennu ca stavota manteni soccu prumetti.

Arre u voti a chistu amu a dari? E chi ma datu a mia

Sono queste le espressioni che siamo soliti usare, sono queste le parole con cui commentiamo l’azione più rappresentativa di una democrazia ottenuta attraverso le lotte, i sacrifici, la determinazione.

Il nostro voto è, anzi dovrebbe essere, la più alta espressione della nostra libertà, ed invece diventa un gesto soggetto alla più grande meschinità che ci rende così fragili, così piccoli, così ricattabili, così prigionieri, così comprabili, così succubi, così schiavi, così nulla.

Ci comprano con promesse che nella migliore delle ipotesi mantengono e che imprigionano noi e la nostra famiglia per il resto della nostra vita o almeno fino a quando il prossimo caporale non ci preleverà all’angolo di un marciapiede per portarci a votare per il suo padrone.

Diprezzate chi fa questo alla vostra vita, alla vostra dignità, alla vostra famiglia, alla vostra libertà. Diprezzatelo e allontanatelo, sputategli in faccia, mandateo a fan culo. Chiedete i vostri diritti, chiedegli di convincervi a votare per lui, no a ricattarvi, chiedegli che idee ha per questa nostra città, cosa ne vuole fare, ma soprattutto come lo vuole fare.

Chiedegli se sa cosa è fin qui accaduto, cosa ne è stata di questa città e come è riuscita a diventare così. Chiedetegli di stupirvi, di farvi innamorare delle sue idee, chiedegli di parlarvi con il cuore e non con l’inganno, altrimenti…… tenetelo per voi il vostro voto.

Un vostro attento lettore ed elettore qualunque