Fa il suo ingresso nell’agone politico un nuovo soggetto: è il Pda, Partito delle aziende – Piccole e medie imprese, formazione nata dall’iniziativa di un gruppo di imprenditori veneti e lombardi, ma con aspirazioni nazionali, che si colloca nel centrodestra. Il battesimo ufficiale è avvenuto il 26 marzo a Verona sotto la regia di Fabrizio Frosio, imprenditore under 40 ed ex Pdl, che riveste la carica di presidente. Frosio, agente di commercio, dopo aver militato a metà anni ’90 nella Lega è poi approdato nel Popolo delle libertà, dove fino a qualche mese fa sedeva nel Coordinamento regionale del Veneto. PDL, CHE DELUSIONE. Dalla delusione per il partito, più che per Berlusconi, è nata l’idea di una nuova formazione. «Non ci sentiamo rappresentati da nessuno» spiega Frosio «per questo abbiamo deciso di scendere in campo. Berlusconi è un grande imprenditore e politico e ci sentiamo vicini a lui, ma il suo è un partito ideologico e con troppi interessi diversi da tutelare, noi invece siamo un “partito di necessità”; tuteliamo solo gli interessi degli imprenditori e vogliamo presentarci come loro unico referente politico». La collocazione esplicitamente dichiarata è nel centrodestra, accompagnata però dalla velleità di porsi come formazione di interesse generale, che vada al di là dello scontro ideologico tra destra e sinistra, per trovare soluzioni pratiche per gli imprenditori. L’obiettivo è a dir poco ambizioso, ma il Pda si dice determinato a presentarsi alle provinciali del prossimo anno e alle nazionali, quando ci saranno. Ha lanciato la campagna tesseramenti e nel giro di qualche settimana ha aperto sedi in Veneto, Lombardia, Friuli, Toscana e Sicilia e raggiunto quota 1.700 iscritti, quasi esclusivamente imprenditori. «Ma siamo aperti a tutti» dicono «e abbiamo già raccolto l’adesione di molti operai interessati al futuro delle aziende, perché è anche il loro». Più di metà dei tesserati è del Nord, ma anche la componente dal Sud è forte. «Non siamo un partito del Nord, non abbiamo manie secessionistiche e non c’entriamo nulla con la Lega», spiega Frosio senza nascondere la sua presa di distanza netta da quello che fu il suo primo amore politico. NO FONDI PER CHI DELOCALIZZA. Il programma del partito richiama i valori tipici della destra fondati su “Dio, patria, famiglia”, ma non nasconde simpatie libertarie dichiarando di voler tutelare la libertà di fede e scelta sessuale. Tra gli obiettivi che dichiara di voler conseguire ci sono le restrizioni ai fondi pubblici per le aziende che delocalizzano creando disoccupazione in Italia, un’aliquota unica sul reddito equiparata agli standard europei, incentivi e premi alle piccole e medie aziende, che vivono solo ed esclusivamente di finanza reale data dalla propria produzione. E poi ancora uno Stato più leggero con poche norme chiare e certe, la difesa delle imprese dalle aggressioni delle associazioni mafiose e la tutela del Made in Italy. CONFINDUSTRIA NEL MIRINO. E il rapporto con Viale dell’Astronomia? Dire che non corre buon sangue è un eufemismo. «Non siamo mai stati tutelati da Confindustria» afferma Frosio, «che pensa solo agli interessi dei grandi gruppi. Noi piccoli e medi imprenditori, che non godiamo della protezione di poteri forti, adesso vogliamo la nostra parte. Siamo noi che dal dopoguerra a oggi abbiamo mandato avanti il Paese e non ne possiamo più del peso della burocrazia e delle difficoltà di accesso ai crediti, sempre limitati solo ai grandi gruppi». Rispetto alle dichiarazioni critiche di Emma Marcegaglia nei confronti del governo, poi, la posizione del Pda si fa ancora più dura: «I problemi denunciati sono reali, ma usati per secondi fini. Perché Confindustria ne parla proprio ora? E perché prima non ha fatto nulla? Quelle di Marcegaglia, Montezemolo e Della Valle sono solo accuse strumentali per preparare una discesa in campo». Il Pda, invece, la discesa la sta organizzando alla volta dei palazzi del potere della capitale: «Le piccole partite Iva sono il tessuto del sistema Italia; noi siamo qui perché venga scritto a grandi lettere anche sui muri di Roma», si legge sul sito del partito, che fedele alla promessa sta preparando per maggio una presentazione ufficiale in Senato.


















