A pochi giorni dalla sua pubblicazione, presentato l’ultima (in ordine di tempo) opera letteraria firmata da Salvatore Aronica “Canti popolari e proverbi siciliani”. Come riferisce lo stesso autore, questa raccolta di canti antichi e proverbi tipicamente ravanusani nasce dalla volontà di evitare che l’utilizzo sempre più diffuso dei media e l’incalzante processo di globalizzazione possano cancellare del tutto i costumi e le consuetudini del passato. Essa, pertanto, costituisce un bagaglio culturale da trasmettere alle nuove generazioni, in gran parte emigrate al Nord per motivi di studio o di lavoro, affinchè possano conoscere e custodire gelosamente le tradizioni delle proprie origini. “Le memorie dei padri –afferma Aronica- rinvigoriscono le radici di un paese, consolidano il suo dialetto, elemento non di discriminazione, bensì di osmosi e mutuo arricchimento nel vissuto nazionale, e lo restituiscono meglio alla sua identità storica e sociale”. Parlando del suo libro l’autore spiega che “ i canti popolari contenuti in questo volume, appartenenti alle passate generazioni, sono frutto di una ricerca che va avanti dal secondo dopoguerra, e sono stati trascritti fedelmente dalla viva voce dei contadini e dei vecchi del mio Paese, Ravanusa”. Un importante ruolo viene affidato alla donna, che rappresenta la principale musa di diversi canti: “la donna –continua Aronica– non è soltanto una figura angelica, ma è anche una creatura carnale e sensibile. A tale donna il siciliano non antepone il paradiso che diventa vuoto ed inutile se non vi si trova la donna amata: per essa è pronto a sfidare anche la morte”. Salvatore Aronica, che è nato e vive tuttora a Ravanusa, dirigente scolastico dal 1966 al 1994, ha inoltre pubblicato “Filosofia della Storia d’A. J. Toynbee”, “Un mignolo di Sud” con il quale ha vinto il 2° Premio Nazionale di Poesia “Città di Gela” e ha contribuito con diversi saggi alla rivista “Cenobio” di Lugano.

Giovanni Blanda