Rimane ancora incerto il futuro della Lista Prima di tutto Canicatti, una delle tre che sostenevano la candidatura a sindaco di Daniela Marchese Ragona. Se ieri veniva data quasi per certa la sua estromissione dall’elenco delle forze politiche che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 5% , utile ai fini della distribuzione dei seggi del consiglio comunali, oggi a sostegno invece del contrario viene fuori una sentenza del Tar di Catania dello scorso anno che chiamato ad esprimere un giudizio su un caso simile ha invece fornito un parere diverso. Nello specifico Con la sentenza, del dicembre del 2010 il T.A.R. Catania ha ritenuto che ai fini dell’individuazione della soglia di sbarramento non si deve fare riferimento ai voti espressi per “i soli candidati Sindaco”,fattispecie che se applicata anche nel caso di Canicatti consentirebbe alla Lista Prima di tutto Canicatti di superare, seppur di soli 4 voti la soglia di sbarramento del 5%. . Il proponente del ricorso era stato un candidato al consiglio comunale della città di Bronte che chiedeva di annullare quanto deciso dall’Ufficio elettorale centrale in quanto questo avrebbe computato, ai fini del superamento dello sbarramento del 5%, solo i voti di lista, anziché procedere alla sommatoria di tali voti con quelli espressi a favore dei soli candidati sindaci, ossia senza contestuale preferenza di lista. I giudici amministrativi di Catania hanno rigettato tale ricorso che è stato pero appellato successivamente innanzi al consiglio di giustizia Amministrativa che non ha ancora adottato la decisione definitiva.


















