E’ cominciata ieri, dinanzi al Gup del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, l’udienza preliminare per i 50 soggetti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito della maxi operazione anticrimine effettuata dai carabinieri nel giugno dello scorso anno a Licata denominata “Ballarò”. Secondo gli inquirenti, gli spacciatori di droga si rifornivano a Palermo, nel Nord Italia e in Germania. Le persone coinvolte nell’inchiesta per la maggior parte sono di Licata. Dalle indagini è emerso che alcuni degli indagati rubavano l’acqua dal depuratore di Licata per coltivare la marijuana, farla crescere rigogliosa e poi piazzarla sul mercato dello spaccio. Ad alcuni viene contestato anche il reato di furto aggravato dalle condotte idriche del Licatese. Ad altri indagati, invece, è stato contestato il condizionamento del corpo elettorale di Licata perchè, attraverso minacce, chiedevano di votare un consigliere comunale, poi non eletto nella passata legislatura. Accusati di tentato omicidio, infine, un padre e i suoi due figli perché per aver campo libero sul mercato dello spaccio avrebbero massacrato di botte un loro avversario. Dopo le questioni preliminari, l’udienza è stata aggiornata al 13 ottobre.












