I componenti dell’Assemblea Nazionale e Regionale, della Direzione Regionale, dell’Assemblea Provinciale, Coordinatori di Circolo, Rappresentanti Istituzionali Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali facenti riferimento alle associazioni del Partito Democratico “Area Popolare” e “FiancoaFianco”, nei giorni scorsi hanno inviato un documento politico a Pierluigi Bersani Segretario Nazionale, a Maurizio Migliavacca Coordinatore della Segreteria Nazionale, a Emilio Messana Segretario Provinciale, a Giuseppe Lupo Segretario Regionale e a tutti i Coordinatori di Circolo e gli iscritti del PD della Provincia Agrigento del Partito Democratico.

Nel documento i sottoscrittori ritengono che le ultime Elezioni Amministrative in Provincia di Agrigento consegnano un quadro sconfortante per il Partito Democratico; il P.D. perde e perde male e in molte importanti realtà, risulta ormai ridotto alla marginalità.


“Al di là del dato elettorale – aggiungono i sottoscrittori – il Partito Democratico nella nostra Provincia, appare ormai bloccato, disaggregato, incapace di esprimere idee chiare e rappresentanza e di essere riferimento delle forze sociali, incapace di dare assetti politici ed organizzativi certi ai circoli territoriali ed offrire loro gli “strumenti” per agire a servizio dei cittadini, incapace di dare finalmente compiutezza ed efficacia ai dispositivi ed alle attese di un Congresso Provinciale che ad oggi risulta lontano anni luce dalle esigenze del partito, dei suoi iscritti e della società civile.

Alla luce di tutto questo, evitando l’idea di formulare graduatorie di responsabilità, i sottoscritti ritengono che sia giunto il momento di dare una svolta, di cambiare passo, di dare al partito ed a tutti i suoi militanti nuovi input, nuovi stimoli, un ritrovato entusiasmo e senso di appartenenza. La provincia di Agrigento merita un Partito vivo e vitale, generatore di idee ed accogliente, dove storia e novità, tradizione ed innovazione, regole e partecipazione, possano convivere, ed essere valore aggiunto per costruire una valida alternativa politica al centro-destra.

Un partito che unisca e non divida, che metta in rete le competenze ed i bisogni, le idee e la fantasia, gli interessi e le opportunità, che si confronti con ciò che vive e si muove intorno a noi, che interpreti la società ed impari a interpretare le nuove domande che questa impone e sappia elaborare risposte efficaci, che dialoghi con le forze sociali e si faccia catalizzatore delle necessità per tramutarle in azioni concrete. Un partito che caratterizzi la presenza nelle Istituzioni Provinciali con proposte utili e visibili, che supporti la Deputazione Nazionale e Regionale nella proposta. Un partito che includa e non escluda. Un partito aperto che favorisca l’accesso ed il successo ad una generazione di ragazzi e ragazze interessati all’impegno politico-sociale. Un Partito dove tutti gli iscritti si sentano finalmente “cittadini”, e artefici della costruzione di una nuova classe dirigente, che metta al centro le periferie ed i territori, che non rinvii a tempo indeterminato i problemi ma si imponga di risolverli, che sappia decidere e si assuma le responsabilità delle scelte, che non viva di improvvisazione, ma di programmi e di progetti concreti.

Affinché si gettino le basi ed i presupposti per la costruzione di un Partito con tali caratteristiche c’è, però, il profondo bisogno di un forte segnale di discontinuità. Segnale che deve provenire da tutto il gruppo dirigente a partire dal Segretario Provinciale Emilio Messana, il quale con un gesto di generosità ed attaccamento nei confronti del PD e dei suoi militanti deve interrompere questo stato di cose dimettendosi, mettendo al servizio di tutti la sua esperienza per la costruzione di un nuovo processo di rilancio del P.D. e l’individuazione di un nuovo gruppo dirigente ed una nuova guida per il partito.

Siamo consapevoli, concludono i firmatari, che le responsabilità per lo stato attuale del Partito non possono ricadere esclusivamente sulla persona del Segretario, ma siamo convinti che la sua presenza e la sua figura non hanno permesso e non permettono la realizzazione del partito che immaginiamo, che immaginano i tanti iscritti e tutti coloro che ci guardano con interesse e che ci chiedono di cambiare, di abbandonare le vecchie logiche di equilibrio interne ed essere forza politica credibile a servizio della società”.